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Programma Congressuale

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  da 10:00 a 13:00

Le azioni per le pari opportunità nelle pubbliche amministrazioni [ B.32 ]

(in collaborazione con futuro@lfemminile)

Un appuntamento per approfondire due items importanti legati al tema delle pari opportunità. Da una parte, la tecnologia fattore abilitante : quali opportunità può offrire la tecnologia come strumento di valorizzazione e promozione della presenza e del ruolo professionale delle donne e come evidenziare l’importanza dell’investimento, da parte delle istituzioni, nella formazione tecnico-scientifica come chiave per la crescita dell’intero Paese.

Dall'altra il "fattore PO" finalmente e per la prima volta previsto da una legge - la 150/2009 - come fattore di valutazione del merito all'interno degli Enti Pubblici.
 
L'evento è ralaizzato in collaborazione con

Programma dei lavori

Cozzolino
Cultura e merito: è da qui che si parte per una vera uguaglianza.

La percezione dell’importanza della donna è più presente e più chiara dove c’è mercato che non nella PA. Da una parte ci sono le regole e il canale del merito che la riforma Brunetta sostiene fortemente e che tutela le donne. Dall’ altra c’è la cultura e  la formazione, per cultura si intende il cambiamento del modo di pensare, per esempio l’equiparazione dell’età pensionabile è un fatto culturale, per uguagliare anche in questo ambito uomini e donne.

Mariella Cozzolino Capo della Segreteria Tecnica - Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Vedi atti

Lancio del call per la raccolta di best practice

Mochi Sismondi
Indagini e nuovo call per la raccolta di best practice al femminile

Carlo Mochi Sismondi ha reso noti i dati relativi all’ultima indagine - condotta da FORUM PA - sulla presenza delle donne nelle pubbliche amministrazioni locali a livello politico e amministrativo. Bisogna prendere, purtroppo, atto che la situazione - rispetto agli stessi dati rilevati nella precedente indagine del 2008 - è, se seppur di poco, peggiorata. Il peggioramento non è avvenuto nell’ambito della dirigenza amministrativa, dove conta il merito poiché si avanza per concorso, ma nell’ambito politico. La rappresentanza politica femminile è scesa, se pur di poco, nei comuni nelle province e nelle regioni italiane.

Il presidente di FORUMPA  ha concluso annunciando, per il prossimo settembre, il lancio di un nuovo grande Call - in collaborazione con futuro@lfemminile -con  per la raccolta di best practice nelle pubbliche amministrazioni in tema di pari opportunità.

Carlo Mochi Sismondi Presidente - FPA Biografia Vedi atti

Sono nato nel 1952 a Roma dove vivo, ho due figli di età diversa (21 e 39 anni), sono nonno. All’Università ho scelto Economia e Commercio da ragazzo e Filosofia da adulto con un approfondimento in pedagogia sul recupero dei ragazzi drop-out. Ho fatto per dieci anni l'operaio (falegname) e poi mi sono occupato di marketing, di ricerca, di progetti di privato-sociale, tra cui la realizzazione del primo progetto integrato di lotta alla povertà a Tor Bella Monaca (Roma).

A cominciare dall’autunno del 1989 sono stato l’ideatore e l’animatore del FORUM PA, la più grande ed importante manifestazione europea, espositiva e congressuale, dedicata all’innovazione nella pubblica amministrazione e nei sistemi territoriali giunta ormai alla 30^ edizione. Nella mia ormai trentennale attività di costruttore e animatore di reti, ho collaborato con 19 Governi e con 17 diversi Ministri della Funzione Pubblica, mantenendo una sostanziale terzietà, ma contribuendo a sostenere tutte le azioni innovative che si muovessero verso una PA più snella, più moderna, maggiormente orientata ai risultati e in grado così di restituire valore ai contribuenti e innovazione al Paese.
Ho svolto e svolgo attività didattica presso università e scuole della PA: dalla Scuola Superiore della PA alla Scuola Superiore per la PA locale, al Formez, a vari Istituti pubblici e privati. Ho scritto e scrivo articoli ed editoriali su quotidiani nazionali e riviste specializzate nel campo della comunicazione pubblica e dell’innovazione delle amministrazioni. Nei miei contatti continui con la politica e le amministrazioni a volte perdo la pazienza, mai la speranza.

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Intervengono

Quadri
Le Pari Opportunità nella Riforma Brunetta: uno sguardo d'insieme.

Le Pari Opportunità sono un problema femminile?

Assolutamente no, sono un problema che investe la società, bisogna abbattere delle barriere culturali.

Nella PA abbiamo assistito ad un incremento notevole della presenza delle donne con il 54% delle presenze. La percentuale scende là dove si analizzano le posizioni apicali, qui la percentuale è ben lontana da quel 30% che è l’obiettivo da raggiungere. Per quanto riguarda l’ambito politico l’Italia si tiene nella media europea che è intorno al 25%, nel governo la presenza femminile è del 21,7%, un trend positivo si sta avendo per camera e senato.

Il decreto Brunetta ha accolto con molto favore le richieste del Ministro Carfagna, che ha richiesto che sia nella performance dell’amministrazione, sia in quella individuale, venisse valorizzato l’elemento delle pari opportunità. La propensione per misure a favore delle pari opportunità è entrato nel misuratore delle performance della PA.

Altro tema rilevante è la conciliazione, quest’ultimo tema non investe solo le donne ma la famiglia in generale, si tratta di trovare misure che favoriscano l’inserimento nel mondo del lavoro e la conciliazione dei tempi. Su questo il Ministro Carfagna ha molto investito, sono stati stanziati circa 40 milioni di euro. Sono state incrementate tutte le forme di assistenza, soprattutto innovative, come gli asili nido condominiali e la diffusione dei “voucher lavoro” che servono per fare emergere il lavoro finora sommerso ma anche per diffondere uno strumento contrattuale più flessibile e pratico. Altra iniziativa su cui porre l’accento è quella presa dai ministri Brunetta, Carfagna e Giovanardi e dalla Consigliera di Parità per il progetto pilota NidiPA per cui sono predisposti 17 milioni di euro per la creazione di nuovi nidi della PA presso le pubbliche amministrazioni.

Francesca Quadri Capo di Gabinetto - Dipartimento per le Pari Opportunità Vedi atti

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Servidori
Il Comitato Paritetico: le linee guida concrete

Le Politiche Occupazionali devono essere attive, occorre prevenire le discriminazioni sul lavoro, C’è bisogno di competenze, di mezzi e di strumenti. Il Comitato Paritetico composto dalle consigliere di parità e fortemente voluto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione ha stabilito delle linee guida concrete che si articolano in 5 punti fondamentali:

 

- Percorso di formazione/informazione, un corso per consigliere di parità e capi del personale delle amministrazioni pubbliche, per cercare di capire: come la legge Brunetta si è poi stemperata all’interno di un’ottica di genere, come si possa adottare una terminologia unica, comprensibile a tutti e dare una formazione per gradi e su tematiche precise che possano aiutare tutti.

- Impegno per individuare le nuove prassi in materia di conciliazione per capire quel’è stato l’impatto sul meccanismo dell’organizzazione del lavoro e della persona.

- Contrattazione sia nel pubblico che nel privato, dove registrare e monitorare gli accordi di secondo livello, che saranno accordi figli del tavolo istituito dai ministri Sacconi e Carfagna dove parteciperanno tutte le parti sociali.

-  Sicurezza sul lavoro, per i lavoratori e per i famigliari

-  Occupabilità

 

La competenza è l’arma fondamentale, occorre essere concrete e produttive. Il contributo è di criteri, occorre essere incardinati, trovarsi là dove si decide. Stando dentro alle norme possiamo portare a casa prassi.

Alessandra Servidori Consigliera Nazionale di Parità - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Biografia Vedi atti

Consigliera Nazionale di parità Ministero del lavoro,delle politiche sociali .

Componente Comitato Consultivo Commissione Europea per le Politiche di Pari opportunità .

Componente Comitato per il Ministero del  Lavoro e politiche sociali per la Parità e il Lavoro.

E’ docente universitaria di  politiche del Welfare e strumenti contrattuali,.

Docente presso la Scuola di Alta formazione in relazioni industriali e di lavoro – ADAPT e Fondazione Universitaria  Marco Biagi dell’Università degli Studi di  Modena e Reggio Emilia,

Componente Comitato Nazionale Tecnico Scientifico Anti Mobbing- “M Degoli”

Già Segretario Generale Emilia Romagna-Federazione Italiana Lavoratori Tessili e Abbigliamento –CGIL

E’ Coordinatrice Commissione Nazionale LILT- Lega Italiana Lotta ai tumori Commissioni Scuola e Cura Domiciliari

Componente Gruppo Interministeriale per PNR- RAPPORTO Cedaw –Ministero  delle politiche Comunitarie e degli Esteri

Componente Gruppo Intersussidiarietà Fondazioni Nazionali  per la Sussidiarietà

Componente Gruppo Comitato Scientifico Attuazione Legge dgl 4 marzo 2009 n.15 PA

* Consigliera  politica del Ministro Renato Brunetta per le politiche di pari opportunità

* Componente Comitato paritetico Ministero della PA e Innovazione e Consigliere di parità per lo sviluppo della legge 4 marzo 2009

* Coordinatrice Gruppo Ente Nazionale Italiano di Unificazione “Pari opportunità Commissione UNI-Responsabilità sociale delle organizzazioni”

Collaboratrice di IPSOA Diritto e pratica del lavoro-Rivista scientifica di giurisprudenza

Collabora da decenni  come editorialista con Il SOLE 24 Ore di cui cura  anche dossier tematici, Gruppo QN,IL TEMPO,AVANTI, Economia,Critica sociale, Sintesi Dialettica,Formiche; ha scritto, tra gli altri,il libro “ Convivere la citta” La comunità scolastica nella società multietnica-Edizioni Nautilus -Bologna 2002- “Lotta allo stigma della malattia mentale” Percorsi e progetti per l’educazione dei giovani-Ediz. Rizzoli -“ Pari opportunità  e modelli organizzativi nella Pa- Giugno 2006-“ La Riforma Biagi del mercato del lavoro”- Giuffrè editore  Anno 2004 - “Dal Libro Bianco alla Legge Biagi: come cambia il lavoro”.Ediz. Rubbettino 2004 e “Mercato del lavoro e legge Biagi “- Ediz Rubbettino 2008.- “Giù le mani dalla legge Biagi” Edizioni Free 2008  

E’ autrice del Manifesto per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici affette da malattie oncologiche- Anno 2008

E’ autrice della Carta delle Pari opportunità e delle uguaglianza per le aziende-Anno 2009

Ha ricevuto il Premio  Solidarietà LILT  Città di Latina –  9 Ottobre 2008  come riconoscimento straordinario come docente per l’opera che ha dedicato e dedica a sostegno di pari opportunità nel lavoro soprattutto per le persone più esposte nel bisogno di salute

E’ relatrice in convegni nazionali e internazionali ed autrice di numerosi testi di   analisi e ricerca sulle politiche occupazionali ed economiche con particolare riguardo alla condizione femminile e alle politiche del welfare .

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Cocco
Futuro al Femminile: innovazione e tecnologia dalla parte delle donne.

Futuro al Femminile è un’iniziativa supportata da ForumPA con Microsoft e la collaborazione di Acer e Inail. Il tema dell’associazione è portare l’esperienza del mondo privato al servizio del pubblico. E’ una formula italiana esportata anche all’estero.

Obiettivo del progetto è di diffondere la consapevolezza che innovazione e tecnologia possano essere messe al servizio di un tema scottante come quello delle differenze di genere e del digital divide. L’associazione ha come  collaboratori sia il Ministero del Lavoro sia il Dipartimento delle Pari Opportunità, che il Ministro Brunetta.

Tutto il lavoro svolto è sotto il coordinamento del ForumPA: vengono tenuti  corsi, momenti di formazione gratuita su tutto il territorio italiano che vanno da un’informatizzazione di base, fino a corsi per l’imprenditoria femminile su come le nuove tecnologie possano aiutare in questo senso. Da 5 anni viene fatta una raccolta delle nuove prassi che le pubbliche amministrazioni locali promulgano sulla tematica donne e la tecnologia, in seguito selezionate, le buone norme vengono pubblicate in una sorta di libro di condivisione, reale o virtuale affinché ci sia la possibilità di condividere all’interno di tutte le pubbliche amministrazioni queste buone, oltre che nuove prassi. “La Città dell’imprenditoria femminile” ne è un esempio, è un software nel quale ogni palazzo che si visita rappresenta una tematica spiegata in modo semplice e immediato.

Roberta Cocco Responsabile del - Progetto "futuro@lfemminile" Biografia Vedi atti

Sposata con tre figli, laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università Statale di Milano, ha completato la sua formazione con un Master in Marketing, Comunicazione e Relazioni Pubbliche presso ISFOR e seguendo numerosi corsi e aggiornamenti nell’ambito del Marketing e della Comunicazione d’Impresa, in Italia e negli Stati Uniti.

Una lunga carriera in Microsoft in vari ruoli fino a essere Direttore Marketing Centrale. Dal 2014 è Direttore Piani di Sviluppo Nazionale per Western Europe, promuovendo progetti di innovazione  per lo sviluppo e la messa in atto dell’Agenda Digitale con i Governi e le Istituzioni nelle 12 Nazioni dell’area, dal Portogallo alla Finlandia.

Dal 2004, con futuro@lfemminile, si occupa di progetti per colmare il divario di genere attraverso l’ICT in stretta collaborazione con organizzazioni internazionali Pubbliche e Private tra cui United Nation Women, UNESCO, ITU, UNRIC. Ha  dato vita nel 2013 a un progetto dedicato alla formazione tecnico-scientifica delle ragazze, Nuvola Rosa, che a sua volta ha ispirato nel 2016 #MakeWhatsNext, iniziativa adottata da 27 nazioni europee, raggiungendo oltre 10.000 ragazze.

Dal febbraio 2006 è Professore Incaricato del corso di “Brand Management e Comunicazione” presso la Laurea Specialistica in Marketing della Università LIUC di Castellanza (VA).

Nel 2010 è stata insignita dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Nel 2016 entra a far parte della Giunta Sala in qualità di Assessora alla Trasformazione digitale e Servizi civici. 

 

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Valente
Napoli: un caso di buona prassi.

Non è scontato avere un servizio dedicato alle pari opportunità ed un'intera struttura amministrativa all’interno di un ente pubblico: molto spesso, infatti, la delega per le pari opportunità si intreccia con altre deleghe.

Nel caso del Comune di Napoli questo è avvenuto, ed è stata totalmente ricostruita da zero un’intera rete. Sarebbe meglio rendere le pari opportunità un settore trasversale che accompagni tutti i settori dell’ente, ma non avendo ancora la consapevolezza di quanto questo serva agli enti, si è pensato prima di costruire un’amministrazione dedicata.

Si è cominciata la sfida istituendo dei forum, fisici e on line, con la cittadinanza, si sono quindi ascoltati quelli che sono i bisogno della città. Il punto di partenza è stato: investire sulle donne, soprattutto su quelle già presenti sul territorio, favorire la libertà di scelta delle donne e costruire le condizioni per cui una donna può essere libera di scegliere.

I temi in campo per favorire e costruire l’occupabilità sono stati:

- il lavoro delle donne

- la partecipazione delle donne per una città più sostenibile

- il contesto culturale per valorizzare le differenze e contrastare la violenza.

Sono state create le reti per la conciliazione, avviando una strategia chiara, dandosi un metodo e costruendo un piano triennale. Nel 2010 è stato dato il via a questo piano, grazie ai finanziamenti ottenuti dalla comunità europea che ammontano a 18 milioni di euro.

Valeria Valente Assessore alle Pari Opportunità - Comune di Napoli Vedi atti
Hinna
Le Pari Opportunità e il D.lgs 150/09

La diversità di genere può essere vista come un problema o come opportunità. Se la si vede come un’ opportunità c’è la possibilità di poter crescere.

Le pari opportunità furono sancite nella costituzione e se nel passato fossero state fatte rispettare le norme che le regolano non saremmo indietro rispetto ad altri paesi da questo punto di vista. Di conseguenza la nostra carenza non è legislativa ma esecutiva.

Le Pari opportunità sono un problema etico o normativo?

Il D.lgs 150/09 aiuta poiché affronta il problema dal lato normativo, ma se non investiamo in cultura, intesa come insieme di abitudini, il resto non serve a nulla. L’etica è quello spazio non esigibile per norma. Nel D.lgs 150/09 ci sono molti elementi forti. E' stato inserito l'obbligo del bilancio di genere ma occorre divulgare la pratica delle pari opportunità perché senza questi punti non ci potrebbe essere premialità e non può esistere la meritocrazia.

Occorre mettere un punto fisso, prendere un indicatore e misurare per capire se si è fatto meglio o peggio. Bisogna creare un sistema per investire sul merito: dignità alle pari opportunità e spinta alla meritocrazia. La gestione delle diversità è quello che conta che siano esse di genere o di altro.

Luciano Hinna Componente - CiVIT e Ordinario di Economia Aziendale - Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" Biografia Vedi atti

Componente CIVIT - Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle Amministrazioni pubbliche - dal 2009, è professore associato di revisione aziendale e programmazione e controllo presso l’Università di Roma Tor Vergata.

Dopo la laurea viene chiamato al Servizio Studi dell’Associazione Bancaria Italiana con compiti di aziendalista e di interfaccia per i problemi gestionali con il Servizio di Studi della Banca d’Italia. Successivamente entra nel settore della consulenza direzionale a livello nazionale ed internazionale.

Nel 1992 viene chiamato prima in qualità di Amministratore Delegato e poi di Presidente a dirigere la società Ernst & Young Amministrazioni Pubbliche e no profit.

Nel 1994 gli viene offerta la cattedra all’Università di Roma ed abbandona quindi l’attività professionale strutturata con i grandi gruppi di consulenza internazionale per dedicarsi alla ricerca e all’insegnamento. In materia di rendicontazione sociale e bilancio sociale ha maturato una profonda esperienza e conoscenza, e tra le molte aziende ha assistito l’ACRI e la Telecom.

E’stato nel recente passato chiamato, in qualità di esperto, ad assistere l’ABI e l’Associazione Nazionale delle Banche Popolari in comitati scientifici, osservatori e laboratori. In materia di bilancio sociale e responsabilità sociale delle imprese ha pubblicato diversi libri ed articoli tra i quali si ricorda il volume edito da Il Sole 24 Ore Il bilancio sociale.

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Frati Gucci
L’AIDDA e la stesura della Carta delle Opportunità.

L’associazione AIDDA, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti D'Azienda, nasce circa 50 anni fa dall’idea di alcune donne che erano riuscite ad affermarsi nel mondo del lavoro per poter dare attraverso la loro testimonianza e i loro mezzi, un aiuto concreto alle donne che cercano di emergere nei diversi ambiti lavorativi. Oggi con le sue quasi1.300 iscritte, l'AIDDA, rappresenta il sicuro punto di riferimento per tutte le donne che rivestono ruoli di responsabilità nelle imprese italiane. E’ da sempre un’associazione apartitica e senza fini di lucro che sostiene e valorizza il settore dell’imprenditoria femminile.

La presidente Frati Gucci nel suo intervento afferma che le donne hanno oggi la possibilità di cambiare la società, poiché le pari opportunità non hanno un parterre molto eterogeneo. La società chiede un assoluto ridisegnamento e ciò serve sia alle donne che agli uomini. In questo momento, là dove molte donne hanno ottenuto incarichi importanti la nostra società deve essere ridisegnata. L’associazione ha collaborato alla stesura della Carta delle opportunità con il Ministero del Lavoro e delle Pari Opportunità. L’azione su cui l’associazione ha molto puntato è stata quella di allargare in modo trasversale la sottoscrizione, hanno infatti partecipato tutte le sigle sindacali e molte associazioni datoriali. È arrivato il momento di fare un’azione di governo e pianificazione, là dove le donne sono riuscite ad occupare dei ruoli decisionali queste devono puntare ad un efficacia, che porti ad un’efficienza del sistema che si vedrà spalmata nelle nostre vite e nelle nostre giornate.

Laura Frati Gucci Presidente Nazionale - AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti D'Azienda) Biografia Vedi atti

Presidente nazionale AIDDA e vice presidente mondiale dell’associazione donne imprenditrici F.C.E.M. a cui fanno capo associazioni come AIDDA in 50 paesi nei cinque continenti.

E’ un’esperta in comunicazione e organizzazione di eventi, incentive e congressi con la società Pirene srl di cui è fondatrice e presidente. Fa parte della Commissione Pari Opportunità presso il Ministero del Lavoro e del VIII Commissione Consiliare del Comune di Firenze. E’ socia dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e membro di diverse commissioni.

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Ninci
Dai Comitati per le Pari Opportunità ai Comitato Unico di garanzia per le pari opportunità e le discriminazioni per il benessere dei lavoratori.

In questi anni sono sempre mancate le normative che regolano i comitati per le pari opportunità (CPO) che dovrebbero svolgere all’interno degli enti e delle pubbliche amministrazioni un ruolo fondamentale quantomeno di veicoli per la sensibilizzazione alla tematica. I CPO non hanno mai avuto ad oggi un potere effettivo. Mancano gli strumenti veri e propri, perchè i CPO nascono nei contratti collettivi del pubblico impiego e le norme non ne regolavano l’esistenza. I poteri dati ai comitati sono estremamente ridotti in quanto hanno solo una funzione propositiva in sede di contrattazione collettiva. Nella contrattazione collettiva 2002-2005 sono stati creati anche i Comitati Paritetici per il contrasto al fenomeno del Mobbing. In molte realtà la duplicazione di organismi ha creato ancora di più una diminuzione del potere dei CPO ed una maggiore difficoltà ad operare, molto poco in sintonia con una razionalizzazione degli interventi.

Il D.lgs 165 contiene alcune norme in materia di pari opportunità, ma nessun riferimento ai CPO. Il codice delle pari opportunità ne fa riferimento solo per l’approvazione dei piani triennali di azioni positive. Le competenze sono molto ridotte e non c’è nessun richiamo al ruolo e alla funzione nè tantomeno è presente nessun criterio sulla nomina dei componenti, nè nessuna struttura di supporto e nessun budget: tutto questo si traduce in una scarsissima efficacia.

Con la Riforma Brunetta c’è stato un cambio di direzione che può essere sfruttato, perché ha posto la promozione delle pari opportunità non solo fra gli interventi oggetto della riforma ma fra i principi generali di riferimento e nel sistema di valutazione delle performance.

L’occasione da non perdere è l’art. 21 “Collegato lavoro pubblico e privato” di prossima approvazione che contiene la norma sulla razionalizzazione e riordino degli organismi di parità e attenzione alla persona nelle pubbliche amministrazioni. Questo articolo interviene modificando il testo unico del pubblico impiego negli articoli dove si fa riferimento alle pari opportunità. Finalmente ci sarà un primo passo di fondamentale importanza, il salto dalla garanzia delle pari opportunità solo di genere, alla garanzia dell’assenza di qualunque forma di discriminazione. Quest’articolo consente di ampliare le prospettive e il campo d’azione dei comitati e di risolvere il problema più importante: quello dell’unificazione, CPO con i Comitati contro il Mobbing. La partita si gioca con le linee guida dei dipartimenti funzione pubblica e pari opportunità per raggiungere un “Comitato Unico di garanzia per le pari opportunità e le discriminazioni per il benessere dei lavoratori” cultura del lavoratore garantito a 360°. L’attribuzione delle cariche dev’essere trasparente e per merito.

Antonella Ninci Presidente Comitato Unico di Garanzia per Pari Opportunità, per Valorizzazione del Benessere di chi Lavora e contro le Discriminazioni - - INAIL Biografia Vedi atti

Laureata in giurisprudenza esercita l'attività di legale presso la Direzione regionale Toscana dell'INAIL.  Presidente del Comitato per le Pari Opportunità INAIL, dal 1992 ha iniziato un impegno istituzionale prima come componente del CPO dell'INAIL con competenze legali, poi dal 1999 come Presidente dello stesso Comitato con valenza nazionale; è tutt'ora in carica.  Dal 2004 fa parte del Comitato Paritetico per il fenomeno del Mobbing.  Dal 2009 opera quale esperta del Dipartimento per le Pari Opportunità, ed è stata individuata tra i componenti del gruppo istituito presso i Dipartimenti della Funzione Pubblica e delle Pari Opportunità per la redazione delle Linee Guida sul funzionamento dei nuovi Comitati Unici di Garanzia e di vigilanza sulla sperimentazione degli stessi

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