Torna a Eventi FPA

Programma Congressuale

Torna alla home

  da 10:00 a 13:00

La statistica come risorsa [ C.04 ]

Se mai vi è stato un periodo storico in cui è palese l’imprescindibilità dei “dati” sia nelle culture di governo che nelle culture, in generale, della democrazia e dell’informazione, ebbene esso appare proprio quello che ci sta scorrendo sotto gli occhi. I fuochi di artificio che hanno costellato il crollo finanziario della Grecia sono stati (e sono tuttora) trapuntati da cifre. Come sempre trattate con un misto di allarmismo e trascuratezza – che ne fa una miscela di inquietudine per definizione – perché in un paese davvero attrezzato contro le crisi e per la gestione partecipata della competitività non è solo la statistica ufficiale a dover essere all’altezza dell’elaborazione dei dati. Anche il ceto politico, gli apparati istituzionali, l’impresa e il suo sistema associativo, i media e il sistema educativo debbono avere strumenti, magari minimi ma metodologicamente corretti, per valutare, interpretare, discutere la statistica. Condizione per capire e reagire al tempo stesso.

Il nostro resta purtroppo un paese in cui alla fine di una manifestazione politica popolare è possibile che tra gli organizzatori (per altro espressione di forze al governo) e le istituzioni preposte all’ordine pubblico (per altro parte dell’apparato di governo) la stima dei partecipanti vari da uno a dieci. Quando questa forbice (forbice percettiva, di analisi e di dimensionamento delle scelte, ma anche di adattamento della statistica al consenso) si applica a materie da cui dipende la vita della gente, insieme a riparto della spesa, copertura delle leggi, scenaristica sociale e demografica, eccetera, si può capire che la forbice emblematica di cui si parla è quella tra la modernità e il medioevo (che per la verità essendo assistito da maggiore religiosità diffusa almeno contava sulla proiezione nella realtà della predizione dei sacri testi, cosa oggi smarrita). Tre sostanzialmente i profili di assoluta centralità della statistica nel campo dei nuovi equilibri tra istituzioni e società:

  • la qualità delle rilevazioni (metodologia, ampiezza, profondità);
  • la trasparenza e l’indipendenza del trattamento degli esiti statistici;
  • l’innovazione e l’efficacia di “racconto” di tali esiti (che comporta anche relazione con il sistema educativo e formativo – anche della classe dirigente - e con il sistema mediatico).

Una trasversalità scientifica e operativa che rende il tema centrale anche nel disegno dei binari di discussione a favore della nostra Pubblica Amministrazione che ForumPA affronta annualmente nel suo evento nazionale e che ha indotto ad invitare ad una delle “intervista a scena aperta” il presidente dell’Istat  Enrico Giovannini che ha accettato di buon grado e che discuterà questa tematica martedì 18 maggio dal 10 alle 12.30 inSala Almaviva.

Enrico Giovannini – professore ordinario di Statistica all’Università “Tor Vergata” a Roma –  è personalità di rilievo internazionale. E’ stato a capo dell’area statistica dell’OCSE dal 2001 al 2009, dove ha rivoluzionato molti dei parametri che si riferiscono ai tre profili prima indicati, in un’organizzazione internazionale che dipende largamente dalla potenzialità del suo stesso trattamento dei dati. Ma al di là delle capacità tecnico-professionali, vi è nel suo approccio anche un interessante contenuto civile che lo rende sensibile ai territori di confine della statistica (tutto) e alla specificità comunicativa dei dati (che è la nuova costituzione culturale della comunicazione pubblica). Ne è stato un esempio, nel 2004, il primo Forum Mondiale su Statistica, Conoscenza e Politica, da lui organizzato, a partire dal quale ha lanciato un progetto di ricerca globale sulla Misurazione del progresso delle società, condotto dall'OCSE in collaborazione con la Commissione Europea, la Banca Mondiale e le Nazioni Unite. E’ in questo ambito che si colloca l’approccio della commissione presieduta dall’economista americano Joseph Stiglitz – di cui Enrico Giovannini è parte – per tradurre nella misurazione complessiva dello sviluppo l’intuizione che fu di Robert Kennedy negli anni ’60 che il prodotto lordo non è parametro sufficiente e che va ricercata una nuova parametrazione attorno al concetto di “benessere sociale”.

Programma dei lavori

Intervista

Rolando
Stefano Rolando Professore di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica - Università IULM - Milano Biografia

Nato a Milano nel 1948, Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano e specializzato in Pianificazione e analisi strategica alla Scuola di Direzione Aziendale della Bocconi. Con specializzazione Ceses anche in Economia e politica internazionale.

Professore universitario (raggruppamento di Economia e gestione dell’impresa), dal 2001 di ruolo alla Università IULM di Milano, nel cui ambito è pro-rettore per i rapporti istituzionali e dirige la Fondazione (ricerca applicata e formazione continua con soci i maggiori soggetti istituzionali e associativi del territorio), con alle spalle una articolata carriera di manager nelle istituzioni (Presidenza del Consiglio dei Ministri e sistema regionale) e nelle imprese (Rai, Olivetti e Istituto Luce).
Giornalista (iscritto all’Ordine dal 1970), scrittore e saggista (con vasta saggistica professionale dedicata ad economia della conoscenza, comunicazione, media, branding e un recente sviluppo di scrittura sui temi dell’identità e della memoria).
E’ tra i riconosciuti esperti in Europa di comunicazione pubblica e di pubblica utilità e di branding pubblico.
E’ rappresentante italiano nel comitato scientifico dell’Unesco (per la programmazione culturale e scientifica nell’area dell’Europa continentale e del Mediterraneo) con presidio del settore “comunicazione”.
Ha attivato studi e ricerche in materia di identità nazionale e identità europea. E’ membro del Consiglio Superiore delle Comunicazioni.Dirige l’Osservatorio ITRO sulle relazioni Italia-Romania (presso Fondazione IULM in collaborazione con i Ministeri degli Esteri dei due paesi e l’associazione degli imprenditori italiani in Romania). Vive e lavora tra Milano e Roma.

Chiudi

a

Giovannini
Enrico Giovannini Presidente - ISTAT - Istituto Nazionale di Statistica Biografia

È stato Chief Statistician e Director of the Statistics Directorate dell'OCSE dal 2001 all'agosto 2009, Presidente dell'ISTAT dall'agosto 2009 all'aprile 2013, dove nel 1993 ha assunto la direzione del Dipartimento di Contabilità Nazionale e Analisi Economica, mentre nel 1997 è stato nominato Capo Dipartimento delle Statistiche economiche, ricoprendo tale funzione fino al dicembre 2000. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta. È fondatore e Portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e dal 2002 è professore ordinario di statistica economica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma "Tor Vergata" e docente di Public Management presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università LUISS. E’, inoltre, autore di numerose pubblicazioni, membro di numerosi Board di fondazioni e di organizzazioni nazionali e internazionali.

Chiudi

Torna alla home