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Programma Congressuale

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E-learning e innovazione [ L.02 ]

(in collaborazione con ISFOL)

Il Tavolo di Raccordo Interistituzionale per la domanda e offerta di e–learning (TRIeL) è presente all’edizione 2010 del Forum PA con un Convegno dedicato agli aspetti innovativi della formazione attraverso l’uso delle nuove tecnologie.
TRIeL è un’attività coordinata dall’Area Risorse strutturali ed Umane dei Sistemi Formativi dell’Isfol e riunisce le più importanti realtà istituzionali, associative ed industriali sul fronte dell’istruzione, della formazione e del lavoro al fine di confrontarsi sulle metodologie, le pratiche, i criteri e gli standard di qualità applicati all’e-learning.

L’appuntamento del 18 maggio rappresenta un importante momento di approfondimento e confronto su questi temi. Al Convegno partecipano, oltre ai membri del Tavolo, rappresentanti del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Programma dei lavori

Apertura dei lavori

Introduzione e presentazione di TRIeL (Tavolo di Raccordo Interistituzionale per la domanda e l'offerta di e-Learning)

Trevisanato
Introduzione e presentazione di TRIeL (Tavolo di Raccordo Interistituzionale per la domanda e l'offerta di e-Learning)

L’intesa tra i tre ministeri direttamente coinvolti, quello della pubblica amministrazione, della scuola e del lavoro individuano nell’ISFOL il coordinatore di tutta una serie di iniziative nel campo pubblico e privato per l’e-learning. Questo processo nasce dalla volontà di avviare un rinnovamento. L’iniziativa che va sotto il nome di TRIeL diventa quell’elemento facilitatore che può essere sempre più presente in un contesto pubblico. Accanto a questa logica c’è anche una serie di proposte che consentono il miglioramento del rapporto fra pubblico e privato, fra cittadino e governo. L’ISFOL nella sua storia ha sempre cercato di avviare processi di innovazione e di information technology, anche a livello internazionale come parte attiva, realizzando formazione a distanza e avviando nuovi corsi di laurea sulla formazione. Occorre standardizzare i processi in maniera tale che tutti possano usufruirne e beneficiarne.

Sergio Trevisanato Presidente - ISFOL Vedi atti

Atti di questo intervento

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E-learning come leva per innovare competenze e sistemi organizzativi

Montedoro
Claudia Montedoro ISFOL e - Responsabile TRIel

E-learning nell'education

Colorni
E-learning nell'education

Il cast degli organismi che facevano parte dell’organizzazione è composto da dodici attori che cercano di diffondere questo tema. Ci sono Ministeri, Agenzie Pubbliche, il Coordinamento delle Regioni e Associazioni, per declinare l’e-learning a vari livelli sul territorio nazionale. L’idea è di capire come il tema di e-learning può essere un elemento di innovazione all’interno di scuola ed università. La penetrazione dell’ e-learning nell’università è più semplice rispetto alla scuola, ci sono anche corsi di laurea completamente in modalità e-learning. Nella scuola la situazione è più difficile da monitorare, sulla questione della tecnologia sono stati dati strumenti innovativi che impattano su decine di migliaia di insegnanti che utilizzano queste modalità di insegnamento, per esempio classi 2.0.

Nella nuvola di parole chiave possiamo individuarne diverse legate alla formazione on-line, sono presentati nell’intervento tre esempi per far capire meglio le modalità di formazione: creatività, tecnologia/lim e  e-collaboration.  Questi sono esempi molto significativi, occorre però capire bene chi sono gli attori di questo processo. Viene per questo utilizzato uno schema a forma di tetraedro dove ai vertici della figura sono preseti questi attori: il sistema delle regioni, le imprese, le agenzie pubbliche e il sistema scuola-università. In mezzo ad essi si trova il governo con una funzione di coordinamento e stimolazione critica. Nell’ottica in cui ragioniamo possiamo arrivare a definire dei compiti precisi di ogni attore chiamato in causa e le possibilità di sperimentare e valorizzare. L’idea è che l’e-learning nella scuola e nelle università potrebbe avere un effetto di vario tipo con la consapevolezza che c’è una rilevante importanza rispetto all’aggiornamento dei docenti, un’altra legata all’integrazione tra territorio e contesto e, infine, quella legata al modo di fare scuola ed il linguaggio dei giovani

Alberto Colorni Referente - TRIeL - SIeL Vedi atti

Atti di questo intervento

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E-learning nella gestione della crisi e dell'occupabilità

Biagi
E-learning nella gestione della crisi e dell'occupabilità

Le finalità del tavolo rispecchiano un’esigenza evidente di collaborazione fra i diversi attori della riforma del sistema di formazione a distanza. Il tavolo di lavoro assume quindi anche un significato politico.

L’e-learning è uno strumento molto importante in questo contesto di crisi che stiamo vivendo e occorre che vi si acceda in maniera facilitata e gratuita. La piattaforma TRIO della Regione Toscana nasce nel 2001 con l’obiettivo di fornire un servizio gratuito e facilmente accessibile ai soggetti del mondo del lavoro, dai disoccupati agli apprendisti. TRIO nasce come supporto alla formazione professionale del mondo del lavoro. Il supporto si snoda su tutto il territorio e la linea di tendenza del progetto prevede sia produzione ed erogazione di percorsi a sostegno delle certificazioni di mercato sia la certificazione di competenze attraverso l’e-learning e le modalità del sistema regionale sulle competenze. Una piattaforma di e-learning può puntare su una costituzione di un’utenza organizzata e sulla gestione di questa utenza che è strategica per il futuro perché fornisce un interlocutore importante per la costruzione degli obiettivi e delle attività  di formazione, un input per il sistema, sulle esigenze della formazione. Il mondo degli imprenditori è presente in un numero importante all’interno della piattaforma quindi anche loro sono soggetti attivi nella formazione. Ci sono due esperienze significative all’interno di TRIO: quella dell’apprendistato che ha sperimentato un nuovo modo di formarsi e poi quella dell’utilizzo dell’e-learning per la formazione dei cassaintegrati, quindi politiche attive per accedere a politiche passive.

Occorre capire che bisogna usare le reti già presenti sul territorio e farle diventare una vera rete nazionale integrabile, coerente e capace di muoversi in modo coordinato. Ad oggi le esperienze sono varie e con obiettivi diversi ma è importante essere presenti in modi diversi per costruire la formazione attraverso l’e-learning e far sì che da questa rete possa nascere un coordinamento nazionale che faccia conoscere le esperienze importanti presenti sul territorio.

Gianni Biagi Referente - TRIeL - Coordinamento delle Regioni Vedi atti

Atti di questo intervento

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Qualità nell'e-learning

Eletti
Qualità nell'e-learning

L’intervento ha inizio con una premessa sulla qualità della formazione on-line che è un aspetto fondamentale poiché la cattiva formazione crea seri danni per il discente, per il committente che è in questo caso la PA e per i cittadini.

Quando parliamo di e-learning intendiamo un pacchetto di tecnologie e metodologie che si aggiungono, non si sostituiscono, alla cassetta degli attrezzi del formatore. I danni della cattiva formazione in e-learning provocano la diffidenza del discente e del committente verso la formazione e le tecnologie digitali. La delusione è da parte di entrambi e di nuovo arriviamo ad un doppio danno per il cittadino. Si ha la percezione di una pubblica amministrazione incapace di rinnovarsi, da qui si genera un effetto a valanga che deve spegnersi sul nascere come accade nelle grandi multinazionali che fanno una mirata selezione di ciò che funziona scartando ciò che non dà frutti. Lo stesso tipo di efficacia ed efficienza deve essere esteso anche alla PA, nasce per questo un tavolo di lavoro denominato TRIeL dal quale si sono formati diversi gruppi, tra cui uno che si è occupato delle best and worst  practice all’interno dei casi della PA, chiedendo aiuto agli attori presenti al tavolo. Sono state analizzate 14 practice, mettendo a punto 73 variabili sensibili distribuite su aspetti specifici, da queste sono scaturite delle brevi valutazioni e poi con una tabella finale si sono valutate le esperienze secondo ulteriori criteri. Si è cercato soprattutto di far emergere e studiare i casi di fallimento perché da questi si impara molto di più, si è poi esaminato il modo in cui le aziende hanno trasformato questi insuccessi in buone pratiche. È stata stilata una classifica delle pratiche studiate in maniera anonima, l’analisi dei risultati vede che ogni intervento viene riprogettato ex novo e questo è solo uno spreco perché non si riutilizzano corsi già esistenti poiché in realtà non si conoscono. Vengono anche trascurati e sottovalutati i fattori critici dei nodi strutturali della filiera, spesso non c’è chiarezza di obiettivi e bisogni, di fattibilità e di infrastrutture. Parecchie volte docenti e tutor non sono formati in maniera adeguata e c’è poca attenzione agli utenti finali. La committenza spesso non è preparata a sufficienza e non sa scegliere bene il prodotto da utilizzare, altro problema ricorrente è che non viene fatta una valutazione sistematica dei risultati ottenuti sia dal punto di vista dell’ utente che del committente.

Le raccomandazioni e i consigli per migliorare consistono nel formare i committenti riprendendo esperienze già esistenti, facendo fare rete, supportando lo scambio di esperienze buone o cattive anche attraverso forum, formare repository specialistici ragionati a disposizione di tutti, creare un albo di fornitori di qualità certificata e infine realizzare un ente di certificazione e ricerca che coordini tutte le funzioni elencate finora, non una struttura gerarchica ma di raccordo.

Valerio Eletti Referente - TRIeL - Asfor Vedi atti

Atti di questo intervento

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Tavola rotonda

Montedoro
Claudia Montedoro ISFOL e - Responsabile TRIel
Dondi
Claudio Dondi Presidente - Scienter
Meda
Asfor e i processi di accreditamento

Nel 1989 è stato creato il processo di accreditamento dei master che è stato via via sviluppato. Si è colta l’esigenza di dare delle linee guida a chi in Italia volesse utilizzare l’e-learning che per essere efficace deve integrare infrastrutture ICT con diverse metodologie e altri fattori. Occorre investire in una fase di co-progettazione e gestione del processo formativo. La PA sta iniziando a fare questi interventi, ma ciò che occorre di più è capire il risultato e vedere come l’intervento formativo ha valorizzato le risorse. L’e-learning è uno degli elementi della buona formazione. Il ruolo di TRIeL quindi diventa strategico perché mette insieme il governo, le regioni, le istituzioni e le associazioni che in questi anni stanno cercando di costruire un percorso formativo. In questa fase di grande difficoltà bisogna sempre di più imparare a fare rete ed utilizzare al massimo gli strumenti su cui si investe.

Mauro Meda Rappresentante delle Corporate University E-learning Management - ASFOR Vedi atti

Atti di questo intervento

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De Cristofaro
Rapporto annuale sulla formazione e l’e-learning

In questo intervento viene proposto il “Rapporto sulla formazione annuale a tutti i livelli di governo”. Si è studiato l’andamento dell’e-learning rispetto alle altre modalità di formazione nell’ultimi 3 anni. Dal 2007 al 2008 nei ministeri la formazione e-learning è calata per poi riprendersi nel 2009, questi numeri vanno ad agire su una grossa fetta di mercato. Nella PA ci sono in realtà una serie di problemi nella gestione dell’e-learning. Il committente deve avere chiara la domanda e non farsi trasportare dall’offerta e occorre formare i docenti poiché molti hanno difficoltà ad approcciarsi con  un nuovo modo di insegnare poiché ancora troppo attaccati ai vecchi metodi di insegnamento. La più grossa qualità dell’e-learning è la possibilità di riuso, quindi occorre dare dei suggerimenti normativi per consentire ciò, altro elemento da non sottovalutare è lo studio dei meta-dati. È solo guardando a questi elementi che si riuscirà ad affermare veramente l’uso dell’ e-learning.

Massimo De Cristofaro Responsabile Settore Metodologie innovative per la formazione - SSPA Vedi atti

Atti di questo intervento

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Biondi
Il Ministero dell’Istruzione e la rete di formazione e-learning

Dal punto di vista quantitativo siamo una delle amministrazioni più grandi dove la formazione e il sevizio sono fondamentali per qualunque tipo di innovazione. I tempi di ricambio del personale sono epocali e quindi la formazione e il servizio sono fondamentali. Le scuole sono dislocate su tutto il territorio nazionale, quindi per arrivare capillarmente ad ogni istituto si adotta un modello di formazione e-learning. Questo va ad innovare la qualità degli interventi, dando a tutti ovunque si trovino sul territorio la possibilità di avere la medesima formazione. L’esperienza è iniziata nel 2001 il modello utilizzato è stato quello Blended, non sono stati mai usati sistemi erogativi, quindi tutta l’applicazione tecnologica è stata costruita sul modello di collaborazione sociale: comunità di pratiche, ambienti sincroni ed asincroni, forum di discussione, condivisione. Si è utilizzato il concetto di piccoli gruppi di lavoro che usufruiva di ambienti specifici di collaborazione. I numeri sono assolutamente importanti essendo una delle prime esperienze in Europa. Sono infatti passati per questo progetto circa 500mila utenti. Le piattaforme utilizzate hanno coinvolto quasi un milione di persone. Il ministero da questo punto di vista ha fatto un ottimo investimento ed un’esperienza assolutamente importante in un paese che non investe e non crede nell’e-learning. Il problema è il cambiamento delle strategie didattiche e la fatica che questo comporta. Lo spazio e il tempo devono essere ripensate tramite le tecnologie.

Giovanni Biondi Capo Dipartimento per la Programmazione - Ministero dell'Istruzione Biografia Vedi atti

Per lungo tempo direttore generale di INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), dal 2009 al 2013 è stato Capo del Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane e finanziarie del MIUR; dal 2013 è presidente di INDIRE.

Ha fatto parte di numerosi organismi internazionali e dal 2009 è chairman di EUN (European Schoolnet), network costituito da 30 ministeri dell’educazione europei.

Nato nel 1951, ha iniziato la sua carriera come insegnante nel 1971; si è laureato in Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Firenze nel 1975 e ha collaborato per alcuni anni con l’Università di Firenze; nel 1979 ha vinto il concorso per Dirigente scolastico.

Fin dal 1980 ha seguito come responsabile del settore elaborazione dati lo sviluppo della BDP (Biblioteca di Documentazione Pedagogica), l’Istituto di cui è stato direttore generale dal 1992 al 2000 e dal quale è poi nato INDIRE. Ha curato la progettazione e lo sviluppo delle prime banche dati sul sistema scolastico italiano e, nel 1985, della rete nazionale di documentazione pedagogica. Già negli anni ottanta ha dato vita alle prime iniziative di telematica per la scuola attraverso le reti pubbliche, progettando tra l’altro il primo sito del Ministero dell’Istruzione. Si occupa di nuove tecnologie nella didattica fin dal 1983, anno in cui, su incarico dell’Università «Cattolica» di Milano, ha tenuto uno dei primi corsi in Italia sul linguaggio di programmazione Logo.

Professore presso diversi atenei italiani e università straniere ha svolto lezioni all’interno di master e corsi di specializzazione. Ha collaborato con enti di ricerca e numerose organizzazioni nel mondo, tra le quali ETS (Educational Testing Service) e UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), seguendo fin dal 1985 diversi progetti di collaborazione internazionale.

Nel 1985 diviene Capo dell’Unità italiana di Eurydice e, dal 1988 al 1995, è rappresentante italiano presso il Consiglio d’Europa per il progetto EUDISED, il sistema europeo di documentazione e informazione per l’istruzione. Nel 1995 è direttore dell’Agenzia italiana di Socrates e l’anno dopo è tra i fondatori di EUN, consorzio all’interno del quale ricopre numerosi e rilevanti incarichi. Ha svolto le funzioni di project manager in molteplici progetti finanziati dall’Unione europea e dal 1996 al 1998 è stato responsabile tecnico della banca dati Ortelius, il primo database ufficiale sull’istruzione superiore in Europa.

Ha seguito lo sviluppo di programmi sperimentali quali quelli di automazione basati sul software CDS/ISIS, software per sistemi di conservazione e recupero dell’informazione (per conto di UNESCO), realizzando tra l’altro attività di formazione anche per organizzazioni internazionali come la FAO (Food and Agriculture Organization).

Nel 2001 progetta PuntoEdu, ambiente elearning per la formazione dei docenti neoassunti; dopo questa prima positiva e rilevante esperienza, PuntoEdu si è espanso fino a diventare una delle piattaforme elearning più vaste del mondo.

Ha svolto numerosi incarichi in seno a comitati scientifici ed editoriali ed ha ricoperto il ruolo di direttore in alcune riviste del settore scientifico e di educazione comparata. Tra questi, è stato:

  • membro del comitato di direzione di «Formazione e Innovazione», rivista edita dal CUD (Consorzio per l’Università a Distanza);
  • membro del comitato scientifico del Bollettino dell’IRRSAE Toscana;
  • direttore di «Ortelius Report», edito da Giunti Multimedia;
  • direttore di «Educazione Comparata», rivista di educazione e cultura comunitaria e internazionale;
  • membro del comitato editoriale di «Iter», rivista dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani;
  • membro del comitato scientifico di «Dirigenti e Scuola», rivista edita da La Scuola;
  • membro del comitato di direzione di «Magellano», rivista edita da Giunti-OS.

È componente del nucleo di start up e coordinamento per l’attuazione del Sistema Nazionale di Valutazione (MIUR, decreto prot. n. 593 del 17/07/2014) e membro del comitato ordinatore della IUL (Italian University Line). È stato componente del Consiglio d’Amministrazione del consorzio interuniversitario CINECA di cui è rappresentante INDIRE nel Consiglio consortile.

È autore di numerose pubblicazioni, molte delle quali inerenti le ICT per l’innovazione della scuola e degli ambienti formativi.

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Atti di questo intervento

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Conclusioni

Sugamiele
Domenico Sugamiele Direttore Generale - ISFOL
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