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ISFOL - CASA DEL WELFARE

L’Isfol, Ente nazionale di ricerca, opera nel campo della formazione, del lavoro e delle politiche sociali al fine di contribuire alla crescita dell’occupazione, al miglioramento delle risorse umane, all’inclusione sociale e allo sviluppo locale. Sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, l’Isfol svolge e promuove attività di studio, ricerca, sperimentazione, documentazione e informazione, fornendo supporto tecnico-scientifico ai Ministeri, al Parlamento, alle Regioni, agli Enti locali e alle altre istituzioni, sulle politiche e sui sistemi della formazione e apprendimento lungo tutto l’arco della vita e in materia di mercato del lavoro e inclusione sociale. Fa parte del Sistema statistico nazionale e collabora con le istituzioni europee. Svolge il ruolo di assistenza metodologica e scientifica per le azioni di sistema del Fondo sociale europeo ed è Agenzia nazionale del programma comunitario Erasmus+ per l’ambito istruzione e formazione professionale.

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lunedì, 17 Maggio 2010

14:30
16:30

Le politiche per il prolungamento della vita attiva nella prospettiva dei nuovi modelli di welfare[lab.102]

Il seminario intende esplorare il tema dell’invecchiamento attivo, mettendo in luce il sistema di relazioni che intercorre tra l’attuale assetto dei sistemi di welfare e quello dei mercati locali del lavoro. Partendo dai risultati delle attività di ricognizione e analisi delle azioni locali a supporto del prolungamento della vita attiva, realizzate dall’ISFOL, i lavori saranno finalizzati alla messa a punto degli scenari prevedibili, sia in rapporto agli effetti della riforma del sistema pensionistico che all’evoluzione dei sistemi produttivi dopo la crisi. Rilievo specifico verrà dato al ruolo esercitato a riguardo dalle politiche attive e dagli attori dei sistemi del lavoro.

martedì, 18 Maggio 2010

13:00
13:50

OPAC (On Line Public Access Catalogue) ISFOL: documenti visibili a supporto della ricerca e della comunità scientifica[lab.110]

Si illustrano i risultati conseguiti nel  percorso di digitalizzazione della produzione documentale ed editoriale prodotta e posseduta dall’ ISFOL sin dalla sua costituzione. Obiettivo del percorso è la capitalizzazione digitale pubblica del patrimonio di saperi scientifici, la condivisione e valorizzazione delle conoscenze sui temi istituzionali. L’ISFOL intende porsi in linea con le più recenti disposizioni in materia di dematerializzazione della documentazione e di condivisione dei  saperi prodotti dalle pubbliche amministrazioni. Sarà presentato il nuovo OPAC (On Line Public Access Catalogue) ISFOL, realizzato dal Centro di Documentazione Specializzato che contiene, ad oggi, oltre 10.000  documenti a carattere tecnico-scientifico, prodotti dalle comunità scientifiche internazionali e direttamente dall’Istituto. Si dimostreranno le caratteristiche generali e le funzionalità di ricerca dell’OPAC, al fine di spiegare l’accessibilità alle descrizioni bibliografiche degli oltre 10.000 titoli finora catalogati ed alla fruizione digitale dei contenuti a testo pieno di gran parte della produzione ISFOL. Saranno presentati i servizi on line dell’OPAC: profilazione utente, gestione delle prenotazioni e dei desiderata, richiesta di ricerche personalizzate e il servizio di alert via e-mail. Si descriveranno altre opportunità on line  in materia di  informazione e documentazione, realizzate attraverso lo sviluppo di nuove  architetture di collegamento tra i diversi  OPAC documentali esistenti (reti di metadati o Metaopac).

martedì, 18 Maggio 2010

14:00
14:50

Innovazione e sviluppo: il ruolo del capitale umano tra profilo del tessuto produttivo e offerta di competenze.[lab.111]

Il contributo intende ripercorrere e proseguire il dibattito sul ruolo dell'investimento in formazione e istruzione da parte delle famiglie, da un lato, e delle imprese dall'altro, evidenziando i livelli di rendimento dei titoli di studio e della formazione professionale. L'investimento in ricerca e sviluppo da parte del sistema produttivo, da più parti presentato come parte integrante di una exit strategy dalla crisi efficace e duratura, deve necessariamente confrontarsi con il parallelo incremento del capitale umano, valutando il rapporto costo-opportunità delle scelte formative delle famiglie e delle imprese. Va considerato che il nostro Paese sconta un più basso rendimento dell'investimento in capitale umano, dovuto in parte al particolare profilo del sistema produttivo: i settori dell'industria manifatturiera a tecnologia matura offrono scarsi margini alla crescita tramite l'innovazione, così come la dimensione media delle imprese italiane non permette l'avvio delle economie di scala e delle prospettiva di medio-lungo periodo necessarie alla sostenibilità dell'investimento, per non parlare della disponibilità del credito alla piccola e media impresa manifatturiera, critico sia in termini di vincoli all'accesso che in termini di costo.

giovedì, 20 Maggio 2010

12:00
13:50

Quando la diversità è valore[lab.100]

Nell'ambito del programma "per il sostegno e lo sviluppo dei percorsi integrati di inserimento socio-lavorativo dei soggetti con disturbo psichico- Pro.p”, sostenuto dal Mlps, DGPoF, realizzato dall'Ois (Osservatorio sull'Inclusione Sociale Isfol) con il coinvolgimento di 5 regioni, si propongono i risultati delle esperienze di inclusione lavorativa, attraverso un programma di progettazione partecipata che ha coinvolto una moltitudine di attori pubblici, privati e del privato sociale.

giovedì, 20 Maggio 2010

13:00
13:50

Le politiche per l’occupazione: dalle esigenze di coesione e inclusione ad un nuovo modello di welfare[lab.113]

Il contributo propone di fare il punto sulla gestione delle politiche attive e passive per l'occupazione in fase di crisi economica e intende esplorare il passaggio da un sistema di ammortizzatori e di implementazione di politiche attive per il lavoro, attivato in un regime di emergenza, ad un modello strutturale, mediato dallo schema comunitario della flexicurity, in grado di conciliare misure di sostegno al reddito e politiche attive per l'occupazione. La gestione degli effetti della crisi economica sull'occupazione ha segnato un punto di partenza per lo sviluppo di un sistema di flexicurity di carattere strutturale, ma il passaggio dall'emergenza ad un modello a regime non è immediato. Occorre rendere più saldo il legame tra competenze centrali e competenze regionali; è necessario risolvere la questione della sostenibilità finanziaria di un simile modello; è opportuno costruire un collegamento tra domanda di competenze delle imprese e offerta formativa pubblica e privata; adeguare e uniformare sull'intero territorio nazionale il livello di efficienza dei servizi per l'impiego. Una questione di fondo attiene ai margini di applicabilità al nostro paese del modello di flexicurity, nato nelle democrazie europee con sistemi di welfare avanzato e universalistico: elementi di contesto molto diversi rendono non facilmente applicabili alcuni degli assi su cui, in sede comunitaria, è stato fondato il modello della flexicurity.

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