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Mercato del gas e opportunità per i comuni nel rinnovo dei rapporti concessori [ EA.06 ]

(Promosso dalla confederazione Legautonomie UNCEM, in collaborazione con Italian Utilities)

Negli ultimi dieci anni il servizio di distribuzione del gas è stato interessato da una complessa evoluzione normativa che ha modificato l’assetto del settore, oggi soggetto alla potestà legislativa concorrente delle Regioni, con l’obiettivo di liberalizzare e di aprire il mercato alla concorrenza, imponendo alle Amministrazioni Comunali l’obbligo di assumere, in tempi brevi, decisioni e provvedimenti con forte impatto sulla futura organizzazione del servizio e sugli interessi della cittadinanza.

Infatti, entro breve tempo, comunque entro il 2012, avranno termine, per legge, tutte le concessione di distribuzione gas oggi in essere, che non siano state assegnate a seguito di gara,  e i Comuni dovranno procedere ad adempimenti che si possono così riassumere:

  • chiusura del rapportoin essere con l’attuale Concessionario;
  • avvio dellaprocedura per il nuovo affidamento del servizio secondo le modalità previste dalla legge.

Il rinnovo della concessione della rete gas può costituire per il comune una opportunità per assicurarsi significativi introiti per l’intero periodo previsto (dodici anni), per patrimonializzare l’ente locale e per programmare lo sviluppo del territorio pianificando l’estensione della rete.

Legautonomieha pertanto ritenuto opportuno organizzare su questo tema un dibattito rivolto agli amministratori ed ai dirigenti dei Comuni presenti a Forum PA per consentirgli di acquisire una panoramica delle diverse problematiche - giuridiche, tecniche ed economiche - in vista della gestione di un procedimento complesso, durante il quale si troveranno ad agire confrontandosi con un interlocutore (il gestore uscente) esperto in tale materia, in grado quindi di poter trarre vantaggio da ogni asimmetria informativa dell’Amministrazione comunale coinvolta.

Programma dei lavori

Gavagnin
Diego Gavagnin Consulente - Quotidiano Energia

Intervengono

La situazione normativa e gli orientamenti più recenti in materia di gare

Piron
Mercato del gas ed opportunità per i comuni nel rinnovo dei rapporti concessionari: la situazione della normativa

Dal decreto Letta 164/00 ad oggi abbiamo assistito ad uno intervento continuo da parte del legislatore che è intervenuto numerose volte e questo ha dato adito a numerose interpretazioni delle normative.

Volevamo analizzare gli aspetti legali e gli orientamenti normativi più recenti in fatto di gare, vengono illustrate alcune date fondamentali di passaggio in cui sono stati emanati decreti legge in merito. Le gestioni che si protraggono sono da considerarsi gestioni di fatto, questo a discapito dei comuni che stanno facendo continuare questi rapporti poiché sono servizi necessari ma non tenendo conto che i rischi per la sicurezza ricadono sull’ente locale che è il soggetto concedente e che sta facendo continuare un rapporto pur essendo sprovvisto di una base giuridica.

Con la legge 166/09 si rimanda la definizione degli ambiti al 31/12/2012 però non è considerato un tempo perentorio é un termine con un significato molto relativo, viene quindi legittimata la prorogatio. Viene evidenziato come si tenda al blocco delle gare nella bozza del decreto MSE nell’articolo 3, quindi se questa bozza venisse ratificata questo porrebbe un problema anche di ordine costituzionale. In questo ambito intervengono anche le sentenze del Tar di Brescia che affermano: “Non appare sostenibile la tesi del blocco delle gare fino alla creazione degli ambiti territoriali minimi”, di conseguenza si legittima ogni comune a bandire una procedura gare e addirittura in un'altra sentenza sprona gli stessi comuni a farlo. Ci sono su questo tema anche altre sentenze come quella del Consiglio di Stato.

Le conclusioni dell’intervento sono racchiusi in tre punti fondamentali:

 

 

  • Non sussiste alcun divieto per i comuni di indire la gara per l’affidamento del servizio nelle more della definizione degli ATEM;

 

  • i comuni devono attivarsi al più presto a porre in essere tutte le attività propedeutiche alla futura aggiudicazione (stima delle reti, calcolo del rimborso al gestore uscente, ecc.) per far quindi godere al comune dei vantaggi tecnico-economici e qualitativi che derivano dal nuovo affidamento;

 

  • la proroga è uno strumento eccezionale da utilizzare solo nei limiti consentiti dalla legge.
Francesco Piron Studio CBA, Partner Vedi atti

La liberalizzazione del settore gas e le concessioni del servizio di distribuzione

Branda
La liberalizzazione del settore gas e le concessioni del servizio di distribuzione

Il mercato del gas e un’opportunità per i comuni perché con la riforma del settore sono nate le opportunità di rinnovo delle concessioni. Non basta dichiarare libero un mercato, come è avvenuto con il Decreto Letta,  per renderlo tale, quello che non è stato garantito è la libertà di approvvigionamento anche se è apprezzabile la garanzia della libertà di accesso delle infrastrutture ed il fissaggio delle tariffe.

Il mercato del gas per uso civile è fondamentale è quasi per nulla concorrenziale come risulta dalle statistiche. L’Autorità per il gas e l’energia stima che ogni anno su 100 clienti solo uno cambia fornitore, si evince che il cliente civile è estremamente fedele al proprio fornitore. La domanda è governata dal fattore termico è un mercato fedele e aciclico che non risente dei cicli economici, quindi è un mercato molto remunerativo per i distributori. Proprio per questo quando i comuni mettono a gara il servizio di distribuzione improvvisamente si accorgono di essere seduti su una miniera d’oro.

Gli ambiti territoriali per le reti di distribuzione del gas

Gulli
Dimensione, territorio ed efficienza nella distribuzione dei servizi a rete

Il tema è molto dibattuto perché la misura dell’efficienza delle imprese è un caposaldo sia per le decisioni d’impresa e per le attività di regolamentazione, sia per l’antitrust e per l’autorità di regolamentazione settoriale poiché la stima dei costi è fondamentale per la regolamentazione dei prezzi e anche per la regolamentazione delle modalità delle gare.

L’illustrazione tecnica della ricerca parte dalla spiegazione del termine efficienza della sua importanza e delle diverse tipologie, poi  prende in esame la specificità dei settori.

Le conclusioni a cui la ricerca arriva sono che nella distribuzione del gas la dimensione non comporta nulla per quanto riguarda l’efficienza, se si richiamano ai principi dell’efficienza le imprese fra i 30 e i 60 mila utenti non soffrono di penalizzazioni dimensionali dal punto di vista dell’efficienza e quindi questa appare la dimensione minima ottimale delle imprese di distribuzione del gas. Con una media di 50 mila utenti di ambiti territoriali come dimensione minima da mettere a gara viene fuori che partendo dall’attuale struttura organizzativa le imprese possono partecipare a più gare.

Fare degli ambiti più grandi di quelli con una dimensione minima di 50 mila potrebbe creare delle barriere finanziarie e quindi a queste gare parteciperebbero sempre e solo le stesse imprese e di conseguenza ciò annullerebbe la concorrenza. La  seconda questione è che se si fanno ambiti troppo grandi rimarrebbero sul mercato pochissime imprese ed anche questo andrebbe a svantaggio di una costruttiva concorrenza.

Francesco Gulli Professore di Economia applicata - Università Bocconi Vedi atti

Interventi

Noce
L’Antitrust e la regolazione del mercato del gas

Excursus dell’attività dell’antitrust in questo settore, dal 2008 al 2010 l’autorità ha svolto attività consultive per molti comuni. Questo indica che c’è grande incertezza poiché gli enti locali fanno domande di ampia natura e per l’antitrust è stato difficile trovare risposte. C’è un processo molto complicato che è quello di definizione degli ambiti da un punto di vista concorrenziale, c’è una doppia anima. Da un lato è assolutamente vero che i principi concorrenziali a livello nazionale ed europeo sono quelli di fare le gare il prima possibile e che qualsiasi rinvio mortifica la concorrenza, dall’altro a noi interessa la concorrenza nella vendita e la possibilità di cambiare fornitore facilmente.

È però molto difficile fare concorrenza perché il prezzo finale del consumatore è già basso e ha pochi margini di ribasso, è chiaro che le gare assumo un valore doppio oltre a quello di distribuzione.

La vicenda è complicata e si denota grande incertezza. Gli enti locali sanno poco e anche il rapporto comune-concessionario uscente è poco chiaro in questo l’antitrust è intervenuta per dare una regolamentazione anche se non sono ben definite le informazioni che il comune deve ricevere per approntare la gara. Occorre quindi definire il bando tipo e stabilire le grandezze su cui si devono fare le gare, ovviamente questo deve essere risolto in via regolamentare.

Alessandro Noce Direttore Energia - Autorità Garante Concorrenza e Mercato Vedi atti

Atti di questo intervento

1368_alessandro_noce.mp3

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Di Macco
La visione dell’Autorità per il Gas e l’Energia sulle nuove concessioni

Sono tre i decreti che l’Autorità per il gas e l’energia sta attendendo dal Ministero. Il primo è quello sugli ambiti, il secondo riguarda le gare e il terzo quello sulla clausola sociale. Questi decreti saranno portati quanto prima al vaglio della conferenza stato regioni. Sicuramente il più problematico è il decreto sugli ambiti, ma sarebbe opportuno che gli altri due subissero una notevole accelerazione.

Al distributore del gas sono affidati infatti tutta una serie di impegni sulla sicurezza e se il gestore non è certo del rinnovo delle concessioni non investe su questi aspetti. Per esempio al gestore è stata affidata anche la sostituzione delle reti in ghisa che, senza concessioni, risulta bloccata recando all’utente un danno sia sul piano della sicurezza sia su quello dell’innovazione. Non dobbiamo vedere queste gare solo come un fattore di apporto economico per i comuni ma anche come una questione di sicurezza e investimento in innovazione.

Claudio Di Macco Consigliere Tecnico - Autorità Energia Elettrica e Gas Vedi atti
Calvarese
Luciano Calvarese Dirigente Settore Energia Regione Marche - e Coordinatore tecnico per la materia della Conferenza delle Regioni

Case Story

Arcudi
Il Comune di Perugia e la Regione Umbria il passaggio da Ato ad Ati

Ad oggi ci sono poche certezze normative che riguardo la scelta dei comuni in fatto di servizi pubblici, c’è per questo la necessità di completare le normative.

Si prende qui in esame il caso del Comune di Perugia in collaborazione con la regione Umbria, dove si sono fatte delle scelte precise come il mantenimento di un’elevata qualità dei servizi e una notevole produttività dei servizi erogati sia per l’acqua che per i rifiuti che per il gas che per i servizi di trasporto pubblico. In Umbria una normativa regionale ha modificato gli Ato in Ati, cioè in ambiti territoriali integrati. Sono presenti sul territorio 4 Ati che gestiscono acqua e rifiuti. Gli Ati umbri sono composti da sindaci o delegati dei sindaci e quindi in questo modo non c’è nessuna remunerazione ulteriore per i componenti e il tutto rimane di competenza dei comuni.

Il ruolo di governo dei servizi pubblici locali deve rimanere ai comuni per restare ancorato al territorio. Fin dagli anni ‘80 si è fatta la scelta di affidare la gestione dei servizi a società miste composte da privati ed enti pubblici.

I comuni soprattutto quelli più piccoli non hanno la consapevolezza della scadenza delle concessioni sul gas forse proprio perché manca una normativa unica in merito, c’è per questo tutta la problematica legata al riscatto delle reti del gas da parte dei comuni.

Nilo Arcudi Vice Sindaco - di Perugia Vedi atti

Atti di questo intervento

1374_nilo_arcudi.mp3

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Belli
L’esperienza della Provincia di Belluno per la costruzione dei servizi a rete per il gas naturale

Per il tema dei servizi a rete in questo territorio, occorre conoscere e saper interpretare il legame fra il livello delle infrastrutture e lo sviluppo economico locale oltre a quello fra infrastrutture e qualità della vita.

Questa esperienza vuole mostrare come nelle decisioni relative al settore della distribuzione del gas naturale, data per presidiare la tutela, regolazione e promozione della concorrenza, sia necessario perseguire gli interessi pertinenti allo sviluppo economico del territorio. I territori montani devo affrontare il problema delle reti e non ancora della loro saturazione e lo devono affrontare attraverso adeguate decisioni strategiche. L’accessibilità delle reti è una condizione necessaria ma non sufficiente a garantire i presupposti per un ottimo servizio in territorio montano. Nell’esperienza della provincia di Belluno è risultata utile la possibilità di ricorrere alla proprietà pubblica delle reti di metano come valida alternativa ai meccanismi contrattuali di vincolo. Questa scelta chiama gli enti locali ad un compito importante, quello di realizzare un assetto in cui le scelte di investimento rispondano ad obiettivi di carattere locale. Si è costituito un consorzio locale che mantiene la proprietà delle reti e ha un ruolo di sviluppatore delle infrastrutture. Un percorso di aggregazione nella costruzione delle reti e investimenti verso l’esterno. Si è operato congiuntamente in tutta la provincia e si è mantenuta una forte governance pubblica nella fase di costruzione e sviluppo infrastrutturale, si sono infine dedicate tutte le risorse all’incremento delle infrastrutture. Le caratteristiche della provincia impattano sulle infrastrutture sia a livello di dimensioni che di costo.

L’utilità di questo sistema è senza dubbio elevata e ciò permette di valorizzare l’economia dei territori.

Albino Belli Direttore Generale - GSP Belluno Vedi atti

Atti di questo intervento

1375_albino_belli.mp3

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Conclusioni

Del Cimmuto
Il rinnovo delle concessioni per il servizio di distribuzione del gas: la nuova grande opportunità per i comuni

Il rinnovo delle concessioni e quindi le gare per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas metano sono la chiave per accedere a nuove risorse da parte dei comuni. C’è la necessità di rafforzare il ruolo regolatore del sistema pubblico nell’affrontare sia il tema delle gare sia del governo successivo dei servizi, che è auspicabile rimanga agli enti locali. Questa è sicuramente un’attività di servizio che necessità di un approccio plastico a seconda delle realtà comunali con le quali si rapporta. I comuni devono essere i gestori dei servizi anche facendolo in forma sociale.

È utile mettere insieme le esperienze che le varie associazioni stanno producendo sul territorio per costituire un tavolo comune ed affrontare insieme una fase complessa e difficile ma che rappresenta una grande opportunità per gli enti locali.

Loreto Del Cimmuto Direttore - Legautonomie - Lega Nazionale Autonomie Locali Vedi atti

Atti di questo intervento

1376_loreto_delcimmuto.mp3

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Dibattito

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