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Sviluppo e tutela del benessere e della salute organizzativa nelle Aziende Sanitarie [ S.05 ]

Progetto Laboratorio FIASO

L’appuntamento si propone di esplorare il tema del benessere organizzativo all’interno delle Aziende sanitarie, prendendo le mosse dal Laboratorio che la Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO) ha avviato sul tema e che rappresenta un importante momento scientifico e di confronto, come quelli già avviati sulla centralizzazione degli acquisti, sul governo del territorio, sui costi della SLA, sui fabbisogni formativi della classe dirigente del SSN.

Ben nota è l’importanza di un sistema che meglio preservi le condizioni qualitative del lavoro del personale in strutture complesse come quelle della sanità pubblica.

Va, inoltre, ricordato che il decreto legislativo 81/2008 richiede di programmare interventi per la prevenzione di “rischi particolari, tra cui anche quelli collegabili allo stress lavoro-correlato”. A tutt’oggi questo punto non è stato ancora affrontato, ma appare chiaro l’impatto che ne deriverà sull’organizzazione del lavoro nel prossimo futuro. Urge, quindi, stimolare la riflessione e la discussione, all’interno della Pubblica Amministrazione, sul tema del benessere organizzativo, degli adempimenti sollecitati dal testo Unico sulla Sicurezza ed i rischi stress-lavoro correlati, la ricaduta sulla qualità delle relazioni e delle prestazioni rese al cittadino.

In questo senso, l’evento appare come un rilevante momento di integrazione e confronto di professionalità e realtà geografiche diverse, coinvolgendo 11 strutture sanitarie rappresentative di diverse aree territoriali del Paese (AUSL 12 Viareggio, ASL CN2 Alba-Bra, Policlinico “S. Martino” di Genova, Azienda sanitaria provinciale di Trento, ULSS 3 Bassano del Grappa, AUSL Rimini, AUSL Bologna, Policlinico di Modena, ASL Roma E, ASL Matera, Policlinico di Palermo) e i centri di ricerca delle Università di Palermo e di Bologna.

Programma dei lavori

Introduzione

Monchiero
Il laboratorio FIASO e il benessere organizzativo come incentivo

Il problema del benessere organizzativo è troppo spesso trascurato all’intero delle aziende sanitarie. La FIASO propone di fare su questo tema un laboratorio che abbia un supporto scientifico da parte delle università. Questo argomento è importantissimo e con la crisi diventerà ancora più centrale, quindi è indispensabile riscoprire che la motivazione economica non è la più importante. Si possono costruire rapporti più intensi con i propri collaboratori e il senso di appartenenza all’azienda può essere una leva formidabile. La FIASO si sta anche muovendo sul piano della sperimentazione della Riforma Brunetta poiché ritiene importantissima l’applicazione delle norme, pur non condividendone il principio ispiratore. Ma mentre applichiamo le norme dobbiamo anche lavorare per avere degli indirizzi sul come costruire un clima interno, partecipato, positivo e costruttivo. La FIASO crede in questa via e sul lavoro in questa direzione.

Giovanni Monchiero Presidente - FIASO e Direttore Generale ASL CN2 Vedi atti

Atti di questo intervento

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Relazioni

Saglietti
Il progetto del laboratorio FIASO: la storia e il metodo

Le parole chiave su cui si basa il laboratorio FIASO sono: identità, appartenenza, partecipazione, condivisione, livelli nuovi di collaborazione ed integrazione. Il progetto si rivolge in modo paritario agli stakeholder interni ed esterni. L’assunto da cui partire è che i lavoratori che sono in grado di erogare prestazioni migliori sono quelli che sbagliano di meno e che hanno con il cittadino la migliore relazione.

Nel novembre 2009 il direttivo FIASO promuove il laboratorio “Sviluppo e tutela del benessere e della salute organizzativa nelle Aziende Sanitarie” come momento di integrazione. Per salute organizzativa si intende la capacità di un’organizzazione di essere non soloefficace e produttiva,  ma anche di crescere e svilupparsi promuovendo un adeguato standard di benessere fisico e psicologico, alimentando costruttivamente la convivenza sociale di chi vi lavora poiché la qualità delle prestazioni erogate è direttamente collegata alla qualità della vita lavorativa degli erogatori.

Le normative in merito sono abbastanza recenti, il testo unico sulla sicurezza è del 2008 e mette in evidenza tutti quegli aspetti lavorativi e contingenti che influiscono sul benessere operativo dei lavoratori. Altro aspetto importante da sottolineare è che contrastare lo stress sul posto di lavoro aiuta la produttività e riduce i costi, come riportato da ricerche pubblicate da Repubblica e da Il sole 24 ore. Il progetto si sviluppa sull’esperienza maturata presso alcune aziende sanitarie sul tema

del benessere e della salute organizzativa con azioni mirate ad aumentare la partecipazione attiva

di tutto il personale alla vita organizzativa. La salute dei lavoratori e il benessere organizzativo portano ad un’organizzazione in salute e migliori performance.

Sono 11 le aziende che partecipano al laboratorio FIASO in collaborazione con le Università di Bologna e Palermo. 

Sono stati fatti interventi a livello organizzativo con provvedimenti severi che vanno a modificare l’organizzazione della leadership e del gruppo. È preferibile parlare di gruppi di lavoro perché uno degli obiettivi del progetto è quello che i gruppi si costituiscano per condivisione seria di aspetti professionali e lavorativi. Delle tipologie di lavoro usate alcune sono trasversali agli obiettivi e non monoprofessionali, ma prevedono la centralità dell’intervento, su figure professionali con ruoli diversi, che imparano a condividere l’analisi dei processi sui quali si attuano le prestazioni. Ma non ci dimentichiamo dell’individuo, quindi gli interventi sul singolo diventano determinanti rispetto alla possibilità di cambiamento.  Le aziende dopo un primo momento hanno iniziato a condividere la metodologia, nessun progetto può funzionare senza metodi e strumenti comuni. Sono stati costituiti all’interno di ogni azienda dei gruppi di lavoro che tenessero conto della realtà specifica di ogni ente. Quindi si è avuto un modello molto simile per ogni struttura sanitaria. Si è avuta in questo modo, per la prima volta, una valutazione di processo e di risultato davvero ancorata allo sviluppo del progetto. L’ultimo punto importante è che se questo progetto non viene condiviso con le direzioni regionali è un progetto senza gambe.

La fase ora in sviluppo è quella dell’avvio delle azioni di scambio fra le diverse aziende perché si sono maturate esperienze particolarmente positive che si vogliono far diventare ricchezze e patrimonio del laboratorio.

Si vuole riuscire a valorizzare le così dette buone pratiche, perché in tempo di crisi e con il blocco delle assunzioni, l’unica strada è quella di recuperare le strategie dei lavoratori per far fronte alle situazioni di turn over eccessivo e di carenza di risorse, valorizzando le buone pratiche si favorisce lo strumento della partecipazione. Gli interventi finalizzati al benessere organizzativo favoriscono due aspetti: l’incremento della qualità e la diminuzione dei costi indiretti.

Daniele Saglietti Direttore - SOC Psicologia ASL CN2 Alba-Bra Vedi atti
Lavanco
Il laboratorio FIASO e la percezione del benessere organizzativo

C’è un ampia letteratura sul tema del benessere organizzativo, perché la maggioranza degli obiettivi è stata sempre quella di volere trovare degli indicatori di tipo quantitativo, non c’è una realtà sanitaria che non abbia provato a fare questo. Noi abbiamo cercato invece di trovare un nuovo descrittore, non un misuratore, chiamato BOP (benessere organizzativo percepito), partendo da un assunto molto semplice: “nella vita relazionale non conta solo sentirsi dire che le cose vanno bene ma la cosa più importante è percepire che le cose vanno bene”. Molto spesso nell’esperienza lavorativa la percezione è più importante delle dinamiche reali. Il benessere percepito fa il paio con il malessere, molte delle forze di stress e malessere nel mondo sanitario dipendono dal funzionamento delle organizzazioni, ma anche da come gli individui stanno nelle organizzazioni. Da qui l’idea di monitorare e misurare la percezione del benessere. Questo offrirà alle aziende sanitarie del laboratori FIASO un ulteriore elemento per riflettere sul fatto che ci sono evidenti complessi qualitativi che possono produrre cambiamenti, come il cambio di un dirigente e che producono modifiche sulla qualità della vita e delle prestazioni erogate. Il laboratorio ha come scopo quello di fornire alle aziende coinvolte la possibilità di avere uno strumento e dei materiali di riflessione per ragionare sulla percezione del benessere. L’idea è quella di valutare le sperimentazioni già esistenti per trasformarle in buone prassi da suggerire come modelli. Si parte dall’assunto difficile da accettare che fare promozione e promuovere il benessere è economicamente vantaggioso. La FIASO punta alla possibilità di avere strumenti e materiali per applicare modelli, non è solo un lavoro accademico di pure ricerca, non si tratta di produrre nuove idee, ma strumenti che possano migliorare la qualità della vita dei gruppi e degli individui. Si tratta di lavorare insieme per il benessere non solo dell’utente ma anche di chi lavora nella e per la struttura.

Gioacchino Lavanco Professore Ordinario di Psicologia di Comunità - Università di Palermo Vedi atti

Atti di questo intervento

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Tavola rotonda

Sassoli
Il benessere organizzativo è un benessere bidirezionale

Il benessere organizzativo non è più visto come portatore di sola ricchezza materiale, ma riguarda le azioni che i manager delle aziende possono intraprendere e lo spirito con cui i dipendenti possono vivere il loro lavoro, condividendo mission. Un benessere bidirezionale, da una parte le azioni che la dirigenza può compiere per far star meglio i proprio dipendenti e dall’altra quello che quest’ultimi possono fare per l’azienda. Lo star bene dei dipendenti porta a ricadute positive sull’utenza, che è poi la missione finale dell’azienda sanitaria.

Giancarlo Sassoli Direttore Generale AUSL 12 di Viareggio - e Coordinatore nazionale Laboratorio FIASO Vedi atti

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Partecipano

Rossini
Gli elementi che incidono sul benessere organizzativo

Si vogliono fare in questo intervento alcune riflessioni su quali siano le modalità che agiscono sull’incremento del benessere produttivo. Ci sono quattro elementi da portare avanti: il primo è capire che la figura del capo deve sempre di più mutare diventando un facilitatore di processi, il secondo è che il processo di cooperazione già presente deve diventare essenziale nelle aziende sanitarie, il terzo elemento consiste nel dare la possibilità al singolo operatore di conoscere tutta la filiera del lavoro per capire dove va a finire il proprio, il quarto ed ultimo punto è l’importanza dell’appassionarsi al proprio lavoro come metodo per aumentare la produttività. Il concetto di squadra di eccellenza è passato, occorre parlare di gruppo, cioè agire su un numero più elevato di persone facendo formazione e andando a puntare su quelle che per vari motivi sono state lasciate indietro dall’azienda, rivalutandole e incentivandole.

Gianfranco Rossini Coordinatore politiche del personale - Agenas Biografia Vedi atti

Esperienza di Direttore Risorse umane nel gruppo Olivetti.

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Grasso
L’esperienza dell’ASL Roma E al FIASO

Dopo 5 anni di direzione di un’azienda si può fare un bilancio della gestione, soprattutto focalizzando l’attenzione sulla gestione del rischio. Il rischio è stato rivisto e da problema è diventata un’opportunità. L’equipe di direzione dell’ASL Roma E ha fatto appunto diventare questa criticità un’occasione, occorre portare avanti il concetto di responsabilizzazione del rischio. Nessuno fino a 5 anni fa conosceva le procedure del rischio che erano totalmente gestite dalle assicurazioni. Da qui si è partito portando avanti due vie, quella del governo dell’esternalizzazione che aveva bisogno di un ruolo più consapevole da parte dell’amministrazione, ma bisognava fare un passo avanti, occorreva risalire al know how del rischio aziendale. Questo è stato fatto attraverso una logica di sistema, andando a utilizzare gli strumenti di governo dell’azienda.

Ma si è voluto superare questo primo livello, capire se la struttura dell’organizzazione e i processi di governo dell’azienda fossero adeguati, il tutto in un contesto esclusivamente legato alla riduzione del disavanzo, con tutte le conseguenze legate al piano di rientro che non rendevano semplice l’operatività. Ancora una volta o questo discorso poteva bloccare o essere un’opportunità di crescita, si è voluto appunto vedere come opportunità andando poi ad agire su tutti i livelli della sfera organizzativa della gestione.

Altra aspetto fondamentale è quello della trasparenza che deve diventare un elemento di consapevolezza. Un’azione molto importante è stata condotta sull’aspetto del processo di esternalizzazione, con cui si portano fuori delle funzioni che sono in grado di avere delle ripercussioni importanti sulla qualità del clima organizzativo oltre che dei risultati. Anche altri aspetti agiscono sulla qualità del clima, come il sistema di rilevazione delle presenze.

Il concetto del benessere organizzativo deve essere la meta verso cui tendere quando si parla di politiche del personale e di carattere amministrativo.

Pietro Grasso Direttore Generale - ASL Roma E Vedi atti

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Gaudiano
L’Azienda Sanitaria di Matera: le sue buone pratiche al FIASO salute organizzativa nelle Aziende Sanitarie"

La FIASO non costituisce solo una semplice organizzazione di aziende e di direttori generali ma sicuramente un laboratorio di idee e di progetti. Matera è una delle buone pratiche presenti al sud, è un esperienza di laboratorio che potrebbe dire al Ministro Brunetta che forse si sta andando in una direzione sbagliata. L’azienda sta pagando, strano a dirsi, i costi dell’efficienza. Si è avuta una evoluzione estremamente positiva in  anni ma avere livelli qualitativi medio alti presuppone livelli di investimenti tecnologici e motivazionali, che costa moltissimo là dove le risorse finanziarie regionali non possono reggere le richieste del mondo sanitario.

Nell’azienda sono state istituite per la prima volta due importanti novità: il Centro studi Formazione  e Ricerca e soprattutto la delivery unit, che è un’unità di consegna. Questa unità è formata da alcune persone che superano il concetto dell’organismo di staff, che hanno letteralmente trasformato il modo di pensare all’interno dell’azienda. Questa unità gestisce la capacità di governo, l’uso delle risorse economiche, la gestione dell’innovazione tecnologica e la codificazione dei comportamenti dei professionisti per avere delle prestazioni efficaci. Attraverso queste iniziative si è riusciti a fare tre esperienze significative:

- la prima è al saftive walke around, che consiste in un gruppo di persone che girano per le unità operative e chiedono di raccontare eventi significativi e le possibili soluzioni;

- la seconda sono i circoli organizzativi, per ascoltare il personale, da qui è nato un progetto sul benessere organizzativo;

- la terza è la boarding card, sono stati rivisitati totalmente i percorsi pre, peri e post operatori dove c’era una totale mancanza di idee di che cosa era la sicurezza.

Anche la Festa di Natale organizzata da 2 anni nell’azienda dove ognuno può esprimersi liberamente anche suonando strumenti e declamando poesie. Durante la festa vengono dati i diplomi di merito ed è un momento di aggregazione molto importante.

La sanità è un’occasione di sviluppo un investimento che deve essere gestito in modo corretto.

Vito Gaudiano Direttore Generale - ASL Matera Vedi atti

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Moccia
CittadinanzAttiva al laboratorio FIASO

È interessante che FIASO attraverso questo laboratorio voglia fornire alle aziende strumenti reali e concreti e non solo fare accademia.

Le riflessioni sul tema della relazione medico-paziente sono fondamentali e strategiche poiché si parte dall’assunto che chi eroga prestazioni migliori sbaglia di meno. CittadinanzAttiva dalle statistiche fatte su questo tema, evidenzia che il 70% delle persone intervistate ha una storia di cattive relazione medico-paziente e, per questo motivo, è strategico trattare questo argomento nel modo in cui lo sta facendo FIASO. CittadinanzAttiva approccia questo tema con il termine “umanizzazione delle cure”, scelto quest’anno come tema bandiera del trentennale dell’associazione. Altro tema importante è la valorizzazione delle buone pratiche in sanità che l’associazione premia attraverso un concorso “Premio Andrea Lesini” che è diventata un’esperienza molto importante sia per l’associazione civica sia per le aziende sanitarie che vi hanno partecipate nelle otto edizioni finora svolte. È stato un ottimo incentivo motivazionale e vincente soprattutto perché i progetti premiati avevano poche risorse economiche da cui attingere ma ottime professionalità al loro servizio. Anche quest’anno verranno raccolti progetti sull’umanizzazione delle cure e i migliori saranno poi premiati.

Altra proposta è quella sull’audit civico che è una delle esperienze più importanti di CittadinanzAttiva nei servizi sanitari. Si tratta di un sistema di valutazione delle perfomance aziendali, costruito insieme ad una organizzazione di cittadini, che contiene indicatori costruiti sul punto di vista dell’utente. Questa esperienza viene messa a disposizione dall’associazione anche per il laboratorio FIASO per valutare se si sta percorrendo più o meno la via giusta.

CittadinanzAttiva condivide lo spirito organizzativo con cui si sta attuando il laboratorio e si mette a disposizione per la valutazione dell’impatto delle innovazioni da questo apportate al mondo delle aziende sanitarie.

Francesca Moccia Coordinatore Nazionale - CittadinanzAttiva Biografia Vedi atti

Francesca Moccia, vice segretario generale di Cittadinanzattiva, è stata coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato fino al 2012. Attualmente è direttore dell'Agenzia di valutazione civica di Cittadinanzattiva, che si occupa principalmente di  promozione e realizzazione dell'Audit Civico dei servizi, in partnership con amministrazioni pubbliche.

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Gualtieri
La Sipsot e le politiche di benessere organizzativo

La Sipsot è una società scientifica che lavora sugli aspetti psicologici che consentono l’ottimizzazione delle risorse in un clima di crisi. Da sempre la Sipsot cerca di proporre dei modelli operativi di tipo scientifico, metodologico ed innovativo che possano servire per la diffusione di una capacità di intervento psicologico nel servizio sanitario. Uno dei modelli è quello di stressare l’aspetto dei fattori produttivi: nel momento in cui le ricompense economiche non sono elevate l’unico altro mezzo per motivare il personale, all’eliminazione dei comportamenti negati, è quello di trovare dei fattori motivanti. In questa visione dell’organizzazione che si fonda sull’aziendalizzazione, l’operatore diventa una risorsa sulla quale si deve intervenire affinché possa dare il massimo e favorire il cambiamento. Gli aspetti del cambiamento a volte vengono vissuti con valore negativo perché si ha paura delle nuove modalità di lavoro. Una delle modalità di lavorare sul benessere organizzativo è quella di consapevolizzare le competenze che ognuno possiede e accrescerle mediante percorsi formativi, che devono rispecchiarsi con le esigenze dell’utenza.

La passione dell’operatore che lavora deve poi confrontarsi con l’efficacia del lavoro sull’utenza.

Rita Gualtieri Presidente Nazionale - SIPSOT Vedi atti

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Dibattito

Salvi
Enrico Salvi Direttore UOC Psicologia e Responsabile Staff Direzionale AUSL n

Intervengono

Isola
La USL di Bologna al laboratorio FIASO

La USL di Bologna è la seconda per dimensioni e grandezza, nasce dall’unificazione di tre aziende già presenti sul territorio. L’unificazione è stata molto difficile in quanto tutte e tre le aziende  avevano una forte identità. La necessità di riconoscersi e riconoscere i professionisti è importantissima e la centralità dell’operatore diventa fondamentale. Nella nuova USL si sta elaborando un progetto complessivo di sviluppo del capitale umano, con la consapevolezza che le buone relazioni fra operatori a tutti i livelli e l’utenza, va sempre riportata al centro delle nostre azioni. Questo progetto di sviluppo del capitale umano viene portato all’interno del laboratorio FIASO, perché è la parte centrale di un progetto più grande che è quello del benessere organizzativo e delle regole della comunità organizzativa. Avere delle regole aziendali comuni è importantissimo per il processo di unificazioni a cui sta andando incontro la USL di Bologna.

Un esempio è la compilazione di un codice di condotta contro il mobbing per diffondere e condividere dei valori aziendali di buone relazioni contro le discriminazione e le molestie di ogni genere. Altro punto importante è il piano aziendale della comunicazione, l’ascolto da parte dell’azienda degli operatori ma anche dei cittadini per consolidare le buone pratiche.

Francesca Isola Direttore Risorse Umane e Relazioni Sindacali - AUSL Bologna Vedi atti

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Vandelli
Il Policlinico di Modena e le aspettative poste nel laboratorio FIASO

La realtà del Policlinico di Modena è particolare poiché il Servizio Formazione ha al suo interno sia il servizio di psicologia ospedaliera sia il servizio comunicazione, rapporti con l’utenza e mediazione culturale. Questo è sicuramente un enorme vantaggio perché sia l’area per il benessere organizzativo che quella per il benessere del cittadino sono all’interno della stessa struttura complessa. Ma si deve prendere in considerazione l’aspetto dell’educazione terapeutica. Occorre andare verso un paziente competente, corresponsabile della propria situazione di cura. L’aspettativa di questo laboratorio è proprio la possibilità di fare diventare sia gli operatori sanitari che i pazienti in qualche misura competenti dei processi e del proprio benessere.

Paola Vandelli Direttore Servizio Formazione e Aggiornamento - AOU Policlinico Modena Biografia Vedi atti

 

Dirigente psicologo, Direttore del Servizio  Formazione e Aggiornamento dell’Azienda Ospedaliero-universitaria Policlinico di Modena, Docente di psicologia generale e clinica presso la Facolta’ di medicina e chirurgia, Universita’ di Modena e Reggio Emilia.

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Quintili
Il benessere organizzativo e l’Asl Roma E: approccio e metodi

L’approccio al problema è quello di cercare di unificare due aspetti che sono stati individuati come punti di forza da cui partire per rilanciare l’azienda sanitaria. Questi aspetti sono la rimotivazione del personale operante nell’azienda e l’orientamento delle iniziative che si vogliono porre in essere all’interno dell’azienda. È stato visto come fare ricorso esclusivamente agli incentivi economici non paghi, al contrario, si ritiene importante operare dei cambiamenti significativi per far sì che gli operatori tornino a ri-identificarsi all’interno dell’azienda per la quale lavorano. È uno sforzo sul quale bisogna concentrarsi. L’accentramento di questo compito intorno alla persona della Dott.sa Quintili si è avuto per la sua professionalità, essendo un medico del lavoro e questo per natura la portava ad avere un facile contatto con gli operatori. Si è cercato di affrontare il problema da due punti di vista, da una parte si è tenuto conto dei bisogni espressi dagli operatori e dall’altra si è provato a ragionare su quello che effettivamente si vuole intendere per benessere organizzativo. Non si poteva quindi prescindere da un’indagine sul come si muoveva l’organizzazione. Il progetto consiste nell’identificare le aree più critiche, perché in questo modo si unificano i bisogni degli operatori con un’indagine dettagliata del funzionamento dell’organizzazione. Ciò va oltre gli  adempimenti legislativi di valutazione dello stress lavoro correlato, ma consente di fare un progetto molto più ampio sugli interventi di bonifica da mettere in atto all’interno dell’azienda per operare questo cambiamento culturale che riguarda sia gli operatori sia i vertici aziendali.

Maddalena Quintili Direttore UOC Sicurezza Prevenzione e Risk Management - A.S.L. Roma E Biografia Vedi atti

 

Incarichi attuali e servizio di afferenza       

- responsabile di struttura complessa 

- UPC Sicurezza Prevenzione e Risk Management

- responsabile Servizio Prevenzione e Protezione

- Risk Manager

- Responsabile temporaneo UOSD Ingegneria Clinica

- Presidente Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing

Laurea in Medicina e Chirurgia ottobre 1990 (110/110), abilitazione all’esercizio 1991 e specializzazione in Medicina del Lavoro- università Cattolica del Sacro Cuore 1992-1996 ( 50 e lode)

Altri titoli di studio e professionali

master di II livello  in clinical risk management – Campus biomedico (2008-2009).

master Igiene, Architettura, Edilizia e Impiantistica Sanitaria - Università Cattolica del Sacro Cuore Roma (2006)

corso di formazione: Il governo clinico come approccio integrato alla qualità ed appropriatezza delle prestazioni sanitarie (2006.)

corso di formazione: “La valutazione della qualità nei servizi sanitari: L’approccio ISO, ruolo delle ispezioni interne- ASL RMD, U.O. Gestione della Qualità e Pianificazione Strategica. (2004)

corso di formazione “mobbing-disagio da lavoro”- Clinica del Lavoro Luigi Devoto Milano (2002)

abilitazione regionale ai sensi del D.Lgs. 195/2003 quale RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE e PROTEZIONE nelle AZIENDE SANITARIE , con partecipazione al corso di 150 ore: Competenze Manageriali degli addetti del servizio prevenzione e protezione delle ASL (2005)

Esperienze professionali (incarichi ricoperti)

Dal 09-12-97 AL 1999

Dirigente medico I° livello presso il Servizio P.I.S.L.L. di Viterbo, con  incarico di  16 mesi.

Aprile 1999

Vincitrice di concorso pubblico ad esami come Dirigente medico I° livello presso Servizio P.I.S.L.L. di Viterbo.

Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione per  aziende del Settore del credito e aziende industriali;  e Residenze Sanitarie per Anziani e Case di Riposo

Febbraio 2000- marzo 2001

Direttore U.O.S. Medici Competenti ASL VT.

Referente per la Direzione Sanitaria della Valutazione dei Rischi nei Presidi Ospedalieri di Viterbo, Montefiascone, Acquapendente, Ronciglione, Vetralla, Tarquinia , relativamente a: rischio biologico, chimico, ergonomia, movimentazione manuale dei carichi, gas anestetici, antiblastici.

Componente Gruppo Aziendale Permanente per la gestione degli aspetti di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Marzo 2001 a Marzo 2006

Direttore U.O.S. Medico Competente   A.S.L. Roma D.

Membro Commissione Permanente sul disagio da lavoro e valutazione del Benessere organizzativo, ASL RMD con la Direzione Sanitaria, SAI e la U.O.Psicologia del Lavoro.

Auditor interno nell’ambito  della “La valutazione della qualità nei servizi sanitari: L’approccio ISO, ruolo delle ispezioni interne, organizzato dalla ASL RMD

Co-responsabile progetto di “valutazione del benessere organizzativo presso il DEA Presidio Ospedaliero  G.B.Grassi.

Co-responsabile “sportello sul disagio da lavoro” per il personale della ASL Roma D.

Collaboratore del CEMOC DI MILANO al progetto nazionale “ospedale sicuro” per la verifica di efficacia degli interventi di bonifica determinati dagli indicatori “MAPO.

Marzo 2006 ASLRME

Coordinatore Cantiere per la  promozione della qualità in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.

Coordinatore Commissione appropriatezza e acquisto apparecchiature elettromedicali e strumentario chirurgico

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Ferrandes
L’azienda Ospedaliera di Genova riporta la sua esperienza al FIASO

L’azienda Ospedaliera di Genova è l’azienda ospedaliera più grande d’Italia con 4500 dipendenti, 20 km di viale e con una struttura a padiglioni. Questo vuol dire che si tratta di una piccola città. Come gruppo di lavoro si è notato che il processo in atto da alcuni anni sta portando al superamento delle nicchie, si sta sempre di più sottolineando l’importanza di strumenti come la rete intranet per favorire il passaggio di informazioni. Altro aspetto importante è che sono nate, anche prima di questo laboratorio, delle unità operative trasversali e non esclusivamente cliniche, che si sono messe insieme per portare a termine vari progetti. Hanno così spostato l’asse dalla centralità verso l’importanza dei processi non solo assistenziali ma di governo ed organizzazione. Ciò significa che il laboratorio FIASO è un ottima cornice che permette di conoscere e attivare scambi di esperienze e condivisione, soprattutto per quanto riguarda la formazione del personale.

Giovanna Ferrandes Direttore UO Psicologia Clinica e Psicoterapia - AOU San Martino Genova Vedi atti

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Maffìa Russo
Il laboratorio FIASO: aspetti positivi e direzioni da perseguire

Con il progetto si è riusciti a rendere sistema tutta una serie di programmi ed interventi che nell’ambito delle aziende venivano fatti in modo frammentato creando improbabili integrazioni. Il secondo aspetto vantaggioso, ottenuto con il progetto, è stato quello di spostare l’asse dei bisogni con i servizi di psicologia per le aziende, dove il benessere organizzativo è fondamentale per il futuro delle stesse. Terzo aspetto interessante riguarda la possibilità che questo progetto dà per poter effettivamente riflettere su cosa vuol dire essere “un’azienda che cura”. Viene poi fatta una riflessione sulla complessità, per quei dipendenti in difficoltà, di mantenere i giusti ritmi di lavoro, quindi questo porta alla costruzione di un clima aziendale di tolleranza e comprensione e di conseguenza a benessere organizzativo. Occorre lavorare sui tempi di vita e conciliazione fra lavoro e vita privata.

Maria Maffìa Russo Direttore - SOC Psicologia ASL Rimini Biografia Vedi atti

 

Titoli di Studio

 

Laurea in psicologia presso l’Università di Padova nel 1976

Specializzazione in psicoterapia individuale ad orientamento psicoanalitico presso il Centro

di “Psicoterapia e Scienze Umane” di Bologna 1980

Specializzazione in terapia  della coppia e della famiglia presso il Centro Studi di Terapia della coppia e della famiglia di Milano 1984.

Ambito Formativo e Attività professionale

 

Si è sempre occupata di attività clinica “psicoterapia” orientandosi oltre che alla terapia individuale, di coppia e di famiglia, alla adolescenza mantenendo costantemente un’attività formativa e di supervisione con psicoanalisti  di Zurigo, Bologna, Milano.

 

 

Nel 1980 inizia l’esperienza di dirigenza nel Servizio Sanitario Nazionale come dirigente del Servizio Materno Infantile. In questo ambito organizza i servizi pubblici a Riccione di  Tutela della salute della donna, della salute dell’Infanzia e dell’età evolutiva.

Acquisisce una formazione specifica in psicologia delle organizzazioni e Management sanitario presso l’Istituto Bocconi di Milano negli anni 1990/1994.

Nel 1994 inizia l’attività come Direttore di Distretto presso l’Azienda USL di Rimini occupandosi di gestione, programmazione, organizzazione di sanità extraospedaliera.

Nel 2005 inizia l’attività di Direttore del Programma di Psicologia nell’Azienda USL di Rimini occupandosi dell’Area della Psicologia in ambito ospedaliero e dei servizi territoriali.

I due percorsi formativi: attività clinica e di psicoterapia e dirigente in ambito del Servizio Sanitario Nazionale si sono sviluppati in modo parallelo.

Consulenze

 

Ha svolto attività in qualità di docente presso la facoltà di psicologia di Bologna sulla psicologia dell’organizzazione

L’attività di consulenza si è svolta nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale collaborando per la stesura del Piano Sanitario regionale e dei progetti  relativi ai target di popolazioni vulnerabili e di aziende private sulla “relazione con il cliente”

E’ stata componente per quattro anni del Comitato Consuntivo Regionale per la qualità dei servizi sanitari dal lato dei cittadini della RER

E’ stata coordinatrice del Comitato Tecnico Scientifico della Associazione dei Direttori  e dei Dirigenti dei Distretti della Regione Emilia Romagna (ADDIDER).

E’ responsabile del Progetto DAFNE: “La violenza e il maltrattamento contro le donne” dell’Azienda USL di Rimini. Ha curato in questo ambito la pubblicazione “La violenza e il maltrattamento contro le donne”, Quaderni ASRI numero 78, Febbraio 2006.

E’ docente al Master di Psicologia Ospedaliera dell’Università di Parma dall’anno 2005.

E' componente del direttivo allargato della Società Scientifica SIPSOT Società Italiana di Psicologia Ospedaliera e territoriale.

Pubblicazioni scientifiche

 

 

 

Piano Sanitario Regionale 1999-2001 “Rapporto tecnico per la definizione di obiettivi e strategie per la Salute” Dossier 49 – Salute Donna. 

“Documento di sintesi dei rapporti tecnici per la definizione di obiettivi e strategie per la salute in Emilia Romagna” – Anno 2002.

Quaderno ASRI numero 78, anno 2006 “Progetto Dafne – La violenza e il maltrattamento contro le donne”.

Quaderno ASRI numero 83, anno 2006 “ Future linee di sviluppo della psicologia”.

Quaderno ASRI numero 102, anno 2007 “Dall’Analisi dei Bisogni alla Pratica   Clinica”.

Quaderno ASRI numero 109, anno 2008 Programma di Psicologia “Percorso per l’assistenza psicologica nella disabilità fisica e/o sensoriale in età adulta”.

Coautrice “Linee di indirizzo per l'assistenza psicologica erogata dalle strutture complesse di psicologia, territoriali ed ospedaliere, all’interno del sistema sanitario nazionale”,

Revisione anno 2009 a cura della SIPSOT, editore Politeia 2009.

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Atti di questo intervento

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Reitano
FIASO come stimolo di best practice

Ringraziamento da parte dell’Azienda Provinciale per i servizi sanitari di Trento per gli stimoli portati dal laboratorio FIASO. Non è solo una pratica di benchmarking, ma uno stimolo a ritrovare buone pratiche nelle varie realtà organizzative, non solamente il malessere, per cercare di fertilizzare anche altre situazioni più o meno simili.  

Francesco Reitano Direttore UOC Psicologia 2 - APSS Trento Biografia Vedi atti

 

 

Francesco Reitano, nato a Palermo il 14/03/1952, risiede a Riva del Garda (TN).

E’ iscritto, con abilitazione all’esercizio dell’attività psicoterapeutica, all’Ordine degli Psicologi della Provincia Autonoma di Trento.

Esercita attività psicoterapeutica individuale, ad orientamento psicodinamico e cognitivo, con adolescenti, giovani ed adulti.

Ha conseguito il Master in “Valutazione della Qualità nei Servizi Socio – Sanitari” nel settembre 2001 presso l’Università di Bologna.

Ha conseguito il Master in “Formazione manageriale per direttori responsabili di struttura complessa” nel 2004 presso l’Università di Trento.

Ha frequentato il corso avanzato “Metodologia della Ricerca Clinica”, organizzato dal Gruppo Italiano Medicina Basata sulle Evidenze (GIMBE), a Bologna nell’anno 2007.

Dal settembre del 1975 lavora nei servizi sanitari della Provincia Autonoma di Trento, attualmente è Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Psicologia n.2  dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento.

E’Project manager aziendale del Progetto “Val.E.Te” (Valutazione dell’efficacia degli interventi psicoterapeutici nell’APSS di Trento).

Svolge attività di consulente e supervisore degli educatori di strutture residenziali e non di tipo socio - educativo per giovani e adolescenti con problematiche relazionali e familiari (Servizi Socio Educativi “Casa Mia”) di Riva del Garda; è socio fondatore e primo presidente della Cooperativa onlus “Ephedra” di Riva del Garda. Già membro del comitato di redazione della rivista “Nuove Tendenze della Psicologia” edita dal Centro Erickson di Trento, è membro di Associazioni scientifiche a carattere nazionale quali la S.I.P.S.O.T. (Società Italiana Psicologia dei Servizi Ospedalieri e Territoriali) ed ASTERIA  di Roma (Associazione per lo Studio e la Terapia in Adolescenza).

Le pubblicazioni scientifiche di maggior rilievo riguardano argomenti clinici, ricerche sul campo sulla valutazione di esito dei trattamenti psicologici nel S.s.n. e l’accreditamento professionale delle strutture complesse di psicologia.

A partire dall’anno 2005 ha anche l’incarico di docenza di “Metodologia della valutazione di efficacia della psicoterapia” presso la scuola di specializzazione in psicoterapia ISeRDiP (Istituto Scuola e Ricerca sui Disturbi Psichici) di Milano.

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Gollo
Perché il laboratorio FIASO?

Il laboratorio organizzato da FIASO è stato una necessità poiché ogni azienda ha la sua attività, le sue realtà le sue propositività che però rimangono tali se non si condividono e non diventano sistema. Allora veramente il fatto di tematizzare, di mettere una cornice, di creare un sistema, diventa strategico e fondamentale per un governo di processi della sanità. In questo laboratorio si produce salute e producendo salute si produce qualità di vita. C’è uno stretto rapporto tra il lavoro, l’organizzazione e la cultura, il laboratorio va in questa direzione, verso la costruzione di una  cultura sanitaria. Ripensare il concetto di lavoro come un concetto di “gioco” stabilendo nuovi livelli di crescita.

Il percorso all’interno della azienda sanitaria di Matera ha previsto la costruzione di un gruppo di lavoro fra le strutture presenti, queste strutture già prima del progetto FIASO colloquiavano fra loro, ma ora con il progetto sono diventate più strutturate: hanno prodotto una scrematura degli interventi focalizzando l’attività su tre progetti che si caratterizzano per una costruzione proattiva.

Isidoro Gollo Direttore UOC Psicologia - ASL Matera Vedi atti

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