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Programma Congressuale

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Le forme delle città reali: pianificazione di area vasta e forme possibili di coordinamento delle politiche territoriali [ T.06 ]

(in collaborazione con ANCI)

ReCS, la rete nazionale delle città con piano strategico, e la fondazione Cittalia, il centro europeo dell’ANCI di studi e ricerche, nell’ambito delle collaborazioni in corso sui temi del governo urbano, allargano il dibattito aperto sul tema delle effettive e possibili rappresentazioni delle città e sulle forme di coordinamento delle politiche territoriali ad operatori locali ed esperti nazionali, per focalizzare le questioni poste dal territorio, a sostegno di una più ricca interpretazione dei percorsi istituzionali e legislativi.

Unioni di comuni, città metropolitane e city regions sono già oggi fortemente al centro del dibattito e delle esperienze delle realtà locali in Europa e in Italia che, attraverso la costruzione di una strumentazione ormai consolidata come i piani strategici, le agenzie di sviluppo, i consorzi di servizi sperimentano quotidianamente forme di governance dia rea vasta per guardare in modo più largo e profondo alle complessità poste oggi dal territorio, dove le filiere decisionali vanno dal locale al globale, ma le peculiarità e le identità del contesto costituiscono il tessuto specifico su cui costruire le trasformazioni e le valorizzazioni per il futuro delle città.

Programma dei lavori

Introducono

Floris
Il piano strategico e l’area vasta della città di Cagliari

La città di Cagliari ha affrontato qualche anno fa la costruzione di un piano strategico rivolgendosi alla cittadinanza, un piano nato dalla collaborazione di circa 800 partecipanti, di tutti gli stakeholders presenti nella città, di tutti gli altri soggetti pubblici e di molti privati. Si è già in una fase di realizzazione di alcuni elementi pensati. Ma la criticità che ci si è trovata davanti sta nelle forme delle città reali, cioè mentre si pianificava ci si è accorti che i limiti derivavano proprio dall’estensione del piano. Non si poteva trascendere dalla città reale che vivevano i cittadini, quindi si è deciso di allargare la pianificazione strategica e farla diventare una pianificazione di area vasta. Non è stato facile poiché alcuni comuni, con cui si è fatta la programmazione, avevano paura di perdere la propria identità aderendo al piano. Altra difficoltà è stata nel decidere da dove muoversi a causa della vastità dell’area di Cagliari quindi, come in tutte le aree vaste, ci si muove in una dimensione sovra comunale ma certamente sotto provinciale. Si è ricorso così al Forum dei Sindaci per la programmazione di questa area vasta. L’obiettivo è quello di rendere policentrica l’area vasta senza sacrificare e penalizzare nessun comune. Si mirava a migliorare la qualità della vita non solo del proprio comune ma di tutta l’area vasta.

Emiliano Floris Sindaco di Cagliari e - Presidente ReCS Vedi atti

Atti di questo intervento

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Galeone
Introduzione e temi cardine del convegno sulla pianificazione strategica delle città

Introduzione al convengo e presentazione del tema dell’incontro: “Le forme delle città reali, pianificazione di area vasta e forme possibili di coordinamento delle politiche territoriali”. È un argomento molto importante su cui è stato avviato un lungo dibattito fra Cittalia, fondazione ANCI, e ReCS la rete delle città strategiche. Il protocollo d’intesa firmato dalle due, ha come obiettivo quello di lavorare insieme per costruire una rete delle città europee e sviluppare le relazioni fra le città che hanno esperienza in merito di pianificazione strategica ed aprire anche a coloro che non la possiedono, sia nel panorama italiano che europeo.

Si parlerà poi di riforme amministrative, del problema della mancanza di un coordinamento centrale e di come i processi di pianificazione strategica interagiscono con queste problematiche. Si è quindi alla ricerca di nuove forme strategiche partendo dalle trasformazioni in atto.

Pierciro Galeone Segretario Generale - Cittalia - Fondazione Ricerche dell’Anci Vedi atti

Atti di questo intervento

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Interviene

Pianificazione strategica e governo delle città

Florio
Pianificazione strategica e governo delle città

Presentazione del quaderno “Dieci anni di pianificazione strategica in Italia: ragioni, esiti e criticità”, in cui sono riportati i momenti più significativi di riflessione e di studio promossi dalla rete delle città strategiche in particolar modo focalizzando su due casi quello di Venezia e Firenze. Si è voluto fare il punto su un decennio di pianificazione strategica, con l’obiettivo di fornire ad amministratori, operatori ed esperti un quadro interpretativo sia della pianificazione strategica, come strumento innovativo dell’azione pubblica in generale, sia delle esperienze specifiche dei piani. La valutazione dei percorsi nasce dall’esigenza di rispondere ad una domanda precisa: i piani strategici come possono oggi contribuire a migliorare il governo delle città? Si riconosce nella pianificazione il momento e il luogo dove riflettere sulle questioni rilevanti delle città, in cui fare le scelte per sostenere lo sviluppo, mantenere il confronto fra i soggetti coinvolti nelle scelte e la possibilità di essere un modello di governance per rafforzare la capacità di governo e il riposizionamento di queste in Italia e in Europa. La pianificazione strategica si è però rivelata anche “un’attività di equilibrio instabile tra processi politici e pratiche tecniche” che ha bisogno di leadership e di investimento politico ma anche di conoscenze tecniche, strutture di implementazione e buone ipotesi progettuali. Occorre quindi introdurre nuove modalità per raccordare meglio istituzioni e territori. Le città stanno iniziando a ricercare forme di cooperazione forte con la provincia e la regione, per affrontare i problemi dello sviluppo.

Il percorso di valutazione dei piani non si conclude con questo volume si sta avviando una seconda fase di valutazione per completare un quadro sia territoriale sia generazionale dello stato dell’arte della pianificazione strategica in Italia.

Raffaella Florio Direttore - ReCS - Rete delle città strategiche Vedi atti

Atti di questo intervento

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Pasqui
Pianificazione strategica e governo delle città: la ricerca

È di seguito riportata l’esposizione della ricerca effettuata per conto di ReCS, la rete delle città strategiche, per riflettere su qual è stata l’esperienza della pianificazione strategica in una famiglia di città medie. L’esperienza di ricerca tenta di individuare le condizioni per il rilancio di una stagione di pianificazione strategica, che per molte ragioni deve essere diversa a quella di 15 anni fa. Gli obiettivi posti sono:

  • alimentare di una discussione informata sui temi
  • costruire un approccio valutativo pertinente rispetto alla varietà di esperienza e pratiche
  • identificare nodi critici ed opportunità per rilanciare la pianificazione

Si è definito un quadro di riferimento teorico e si sono studiate nuove esperienze, soprattutto medie città, dando una riflessione critico valutativa. Si è cercato di capire da quali criticità si deve parte per progettare un piano strategico, qual’è il vantaggio che ha apportato e gli esiti, in alcuni casi diretti in altri indiretti. Il piano strategico dà visione del futuro e và a migliorare le performance della governance, è visto, quindi, come un insieme di strumenti per governare.

Altro punto individuato nella ricerca è che quando si attiva un percorso di pianificazione strategica lo si fa cercando di collocare la città dentro un quadro di problemi rilevanti:

  • problemi di transizione urbana, crisi di un modello di sviluppo
  • problemi di riposizionamento
  • problemi di complessità decisionale
  • problemi di inefficienza degli strumenti ordinari

Uno dei problemi più complessi era quello di radicare il piano territoriale, allora la ricerca ha cercato di evidenziare come diverse situazioni si collocassero in un range di alta o bassa innovazione ed istituzione, in questo modo si è cercato di valutare il valore aggiunto percepito. Sono stati poi riconosciuti quattro ambiti di esiti percepiti. L’intervento spiega tutto il procedimento in cui la ricerca si è svolta per arrivare ad individuare questi esiti.

Un ruolo importante nel progetto di pianificazione strategica è quello dei politici imprenditori e delle figure tecniche. Si è anche evidenziato che i piani stessi sono delle potenziali piattaforme di apprendimento, in molti casi ciò è stato programmato, in altri è stata solamente una conseguenza positiva. Sono anche terreni di sperimentazione di un nuovo modo di programmare.

Uno dei punti critici indagati riguarda la capacità di costruire dei processi di sviluppo robusti intorno al piano strategico, ciò è dipeso da molti fattori come la fragilità dei network territoriali. I piani strategici sono stati terreno di sperimentazione di forme inedite di cooperazione interistituzionale. Emerge dalla ricerca che i piani sono stati un elemento di pianificazione importante, ma oggi occorre ripensarli ed adeguarli alla situazione esistente.

Gabriele Pasqui Politecnico di Milano Vedi atti

Partecipano

Galliano
Il Piano Strategico per lo Sviluppo del Nord Milano: fra presente e futuro

Viene di seguito presentato il Piano strategico del Nord Milano, che è un piano che riguarda un pezzo non molto esteso di territorio che amministrativamente non fa parte del Comune di Milano: è una zona di 36 kmq in cui sono presenti 4 comuni. La zona è quella in cui si erano insediate le grandi fabbriche che sono poi andate via alla metà degli anni 90 con i conseguenti problemi occupazionali e la perdita d’identità. C’era quindi un’esigenza molto forte di definire una nuova identità nonostante le problematiche presenti nel territorio, per questo, nel ‘98 si è iniziato questo progetto insieme ai comuni, alla provincia e alla camera di commercio. Gli obiettivi che si poneva il piano erano diversi ma la strategia unica:

  • sostenere le reti sociali e territoriali
  • favorire la cooperazione tra i comuni e con gli altri soggetti istituzionali
  • favorire la cooperazione fra soggetti pubblici, privati e del terzo settore
  • promuovere e consolidare una nuova coalizione locale di sviluppo
  • generare nuove immagini, visioni e frame per una strategia locale di sviluppo
  • innescare progetti esemplari, produttori di nuova qualità sociale e territoriale
  • selezionare priorità per le municipalità e per l’intera area del nord Milano

I processi del piano che ormai sono quasi standardizzati sono stati attuati tramite una cabina di regia, sono stati poi utilizzati strumenti di animazione ed ascolto della comunità e degli stakeholder, ed applicate strategie di comunicazione e interazione. Ciò ha prodotto alcuni documenti come:

  •  l’agenda strategica del Nord Milano
  •  l’atlante delle politiche e dei progetti
  •  lo scenario sociale
  •  il documento di piano, il Piano Strategico del Nord Milano, e la Convention del Nord Milano     (30/31 marzo 2001), la costruzione di un nuovo “patto locale per lo sviluppo”

I risultati del piano sono stati:

1. Ricostruzione del quadro conoscitivo del Nord Milano

    Ricostruzione delle criticità e dei punti di eccellenza

2. Messa a fuoco dell’identità possibile del Nord Milano

    Costruzione di scenari possibili

    Indicazione provvisoria di strategie e azioni prioritarie

3. Azioni prioritarie

    Avvio del processo di Agenda 21

    Avvio del processo di co-progettazione con la Provincia per la  definizione dei contenuti del TCP

Vieni in seguito spiegata la strategia con cui si sono raggiunti questi obiettivi, attraverso la riqualificazione urbana dall’individuazione di nuove porte, il riuso di alcuni assi viari e l’incremento del verde pubblico. Lo sviluppo economico e le risorse umane da cui si partiva erano un aspetto importante e significativo a cui la governance ha dato molto spazio per formazione sia pubblica che privata. Altro aspetto preso in considerazione è stato quello della realizzazione di un nuovo polo sulle tecnologie avanzate e l’avvio di nuovi incubatori d’impresa. La cooperazione istituzionale è stata la  base di una buona riuscita del piano ma anche un punto estremamente delicato. Il piano si è poi esteso ad altri 3 comuni dando esito ad un nuovo quadro territoriale, diventando così “Patto del Nord Milano”. Dal piano strategico è poi nato anche il patto strategico dell’area metropolitana Città di Città. Vengono infine elencati nell’intervento, una serie di spunti da cui partire per progetti futuri legati allo sviluppo del piano.

Renato Galliano Direttore Area Sviluppo Economico, Innovazione, Università e Smart City - Comune di Milano Biografia Vedi atti

Dal febbraio 2012 è Direttore dello Sviluppo Economico, dell’Innovazione, dell’Università e di Smart City a Milano. Laureato in Economia e Commercio a Torino.

Dal novembre 2010 al febbraio 2012 è stato Coordinatore dell’Area Pianificazione, Paesaggio e Cartografia presso la Regione Toscana. Per 14 anni è stato a capo di Eurada un’associazione Europea di agenzie di sviluppo (1997-2011), in particolare ha ricoperto il ruolo di Executive Director di Milano Metropoli, un’agenzia di sviluppo per la promozione e lo sviluppo sostenibile dell’area metropolitana di Milano.

Ha collaborato al progetto Creative Hub che ha come obiettivo la ricerca, la progettazione e la sperimentazione di un programma pre-incubazione per professionisti creativi. 

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Maffei
L’area vasta della nuova Provincia di Barletta-Andria-Trani

Il piano strategico del territorio della Provincia di Barletta-Andria-Trani nasce nel 2005 come piano legato solo al territorio di Barletta, ma l’esigenza di fare delle politiche sovra comunali e la creazione della nuova provincia portano alla pianificazione di area vasta denominata poi “Vison 2020”. Condividono questo piano 10 città che si caratterizzano per diverse vocazioni e specificità territoriali, che però si integrano nel piano, cercando di promuovere un nuovo sviluppo del territorio atto a far diventare protagonista la provincia stessa. Il progetto interpreta le azioni strategiche come occasione di sviluppo locale nella ricerca dell’unicità competitiva. I pilastri fondanti del piano sono quello economico, quello sociale, quello ambientale e quello istituzionale o della governance. I quattro pilastri fondano su una struttura di governance articolata e basata sul Comitato Politico Istituzionale che riconosce ai sindaci il potere di decidere le sorti del territorio, ovviamente questo potere viene operato su mandato dei rispettivi consigli comunali. Il comitato politico istituzionale nomina un Comitato Tecnico Scientifico di grande levatura, che guida il processo di pianificazione. Accanto al comitato tecnico scientifico viene definito un “Ufficio del Piano” con il presupposto che qualunque intervento si faccia sul territorio debba trovare il comune ospitante in grado di sostenerlo, soprattutto a livello di compatibilità urbanistica. Dopodiché viene attivata una “Officina del Piano” composta da giovani esperti, che danno lo slancio creativo attivando tutte le fasi e stabilendo criteri per selezionare i progetti. Viene poi istituito il tavolo del partenariato, che permette di attivare un confronto vivace per la definizione e il riconoscimento dei progetti.

Sono poi illustrate nell’intervento, le tappe in cui si articola il piano, viene redatto un documento che racchiude le proposte progettuali e che tiene conto del contesto in cui queste si vanno ad inserire. La considerazione fondamentale da fare è che la mission del piano si basa su un circuito virtuale, che si viene a creare dai quattro pilastri sopra enunciati. La visione futura è quella di costituire sul territorio 7 città creative su queste logiche. Si sono fin’ora attivati ben 158 programmi da parte pubblica e 138 da quella privata. L’elenco dei progetti viene poi presentato alla regione Puglia anche per creare meccanismi di integrazione con gli altri paini strategici regionali.

Nicola Maffei Sindaco - di Barletta Vedi atti
Magrassi
La visione tecnica del Dipartimento Politiche Sviluppo

L’intervento è del dott. Magrassi del Dipartimento Politiche Sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha contribuito a redigere materialmente le delibere CIPE e ha istruito tutti gli aspetti operativi di cui si sono servite le grandi realtà, anche qui rappresentate, per la pianificazione di area vasta. 

C’è immenso bisogno di valutare questi strumenti di progettazione, poiché alcune cose vanno ripensate, la panificazione strategica incide efficacemente là dove si raggiunge un’integrazione efficace con gli uffici di line settoriale e delle politiche ordinarie. La prima cosa da tenere in mente è che città e comuni sono strumenti e realtà molto diverse, per questo come dipartimento è stata lanciata questa sfida sui piani strategici, una sfida su cui si proposto un tavolo interistituzionale dove c’erano non solo le regioni, ma anche per la prima volta, le città. Il problema è stato che le regioni non hanno fatto abbastanza selezione e questo non ha permesso di creare quelle condizioni, che anche da fuori dessero l’idea di una buona riuscita dello strumento.

Altri temi che sono le sfide del futuro vengono presi in esame nell’intervento, come la gestione finanziaria delle amministrazioni comunali con coordinamento centrale.

Marco Magrassi Coordinatore per le politiche urbane dell'Unità di valutazione degli investimenti pubblici, Dipartimento per le politiche di sviluppo e la coesione economica - Ministero dello Sviluppo economico Biografia Vedi atti

Esperto di politiche urbane e territoriali, dal 2003 ha responsabilità di programmazione e analisi di politiche pubbliche per le città presso l’Unità di Valutazione degli Investimenti (UVAL) del Dipartimento Sviluppo e Coesione del Ministero dello Sviluppo Economico. In tale settore, ha condotto diverse iniziative di policy, tra cui, ad esempio, i piani strategici nelle regioni del Mezzogiorno, la valutazione del progetto integrato Città di Napoli finanziato dai fondi strutturali, il Piano di azione coesione per i servizi di cura all’infanzia e agli anziani. Attualmente, è impegnato nelle attività propedeutiche alla definizione dell’Agenda urbana per il periodo di programmazione 2014-2020. Dal 2008, è vice-presidente del Gruppo di lavoro OCSE sulle politiche urbane. In precedenza, ha vissuto negli Stati Uniti ed in America Latina, con studi al Massachusetts Institute of Technology ed incarichi professionali alle Nazioni Unite (UNDP) e all’Inter-American Development Bank (IDB) di Washington.

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Atti di questo intervento

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Grizzo
L’importanza di piani sostenibili: la Provincia di Pordenone

Per poter parlare di pianificazione del territorio ci si deve porre degli obiettivi come l’ascolto delle esigenze dei cittadini e la progettazione di cose che siano realmente praticabili e attuabili sul territorio preso in esame. La Provincia di Pordenone è partita dagli stati generali appunto per ascoltare i cittadini. L’essenziale non è porre dei piani che siano super strategici ma che non vengano condivisi dal territorio, l’essenziale è attuare il federalismo per realizzare sul proprio territorio quelle opportunità che più servono. Occorre essere concreti poiché i fondi sono pochi e le esigenze dei cittadini molte, quindi il lavoro da fare è quello di sviluppare sinergie sostenibili in maniera progressiva e che diano un senso alle varie realtà locali per supportare un progetto e per poterlo vivere aprendo, così, una via verso il futuro. Si devono fare progetti che lo stato e la comunità europea possano veramente sostenere.

Eligio Grizzo Vice Presidente - Provincia di Pordenone Biografia Vedi atti

NATO A: Pordenone il  18 marzo 1948
RESIDENTE: 33170 - Pordenone – Via Nazario Sauro, 8/a
TELEFONO: 0434.532626 - r.t. 0338.2555272.
Coniugato con Doris CESCUTTI, nata a Clauzetto (PN) di professione -
Infermiera Professionale. – padre di due figli minori femmine (12 e 15 anni).
TITOLO DI STUDIO: 5° Istituto Geometri “Marinoni” - Corso interattivo di lingua inglese della
S.L.E. MDE - 2° grado – Corso di specializzazione tecnico pratico Word e Publisher
PROFESSIONE: Ufficiale U.N. della riserva – Observer a disposizione delle Nazioni Unite per
impieghi operativi fuori area.
ATTIVITA’ POLITICA E CARICHE:
Militante nella Lega Nord dal 1996 – Consigliere di Circoscrizione di Pordenone dal maggio 1997-
Assessore al Comune di Pordenone (Servizi Sociali –Polizia Municipale) dal 1999 al 2001; Consigliere
Comunale a Pordenone dal 2002 al gennaio 2004; Assessore a Cordenons (Prot. Civile e Ambiente) dal
febbraio 2004 al 2006, attualmente Consigliere Comunale in Carica a Cordenons.
Commissario della Sez. di Pordenone dal 2006 al settembre 2007 . Assessore provinciale a
Pordenone dal 2008 e dal 2009 Vice Presidente della provincia di Pordenone.
IMPIEGHI/SERVIZI/MILITARI:
· Impiegato dal dicembre 1979 al marzo del 1981 – in qualità di sorveiur (Capo campo) con il
Ministero degli Esteri Italiano -presso la TECHINT ARABIAN LTD. Di RYAD – ARABIA
SAUDITA.
· Impiegato da agosto del 1990 a settembre del 1992 pressso la Commissione Interministeriale di
ricerca dei dispersi e caduti in guerra nel conflitto 1943-1945 presso la città di DRESDA – REP.
FEDERALE TEDESCA e impiegato successivamente a seguito degli accordi SALT per il controllo
della smilitarizzazione delle truppe del patto di Varsavia (CFE) in Sassonia e Turingia;
· Impiegato nelle operazioni di “Peace Keeping” in qualità di “observer” O.N.U. (U.N.) nei seguenti
paesi:
YEMEN DEL SUD - (Penisola Arabica) dal marzo 1981 al aprile 1981;
MOZAMBICO - (Africa Australe) dal settembre 1994 al marzo 1995;
UNGHERIA - dal settembre 1997 a novembre 1997.
ONOREFICIENZE: Cavaliere della Repubblica al merito dal 1993 (D.P.R. n. 78171 serie IV) –
Insignito di Medaglia Mauriziana, al merito per lungo servizio (D.P.R. 5 ago. 1995) – Medaglia di
bronzo al Valore Civile.
SPECIALITA’: Ufficiale di Salvamento FISA/CONI/FIPS – Istruttore federale sommozzatore
CMAS – Istruttore CAI e militare di sci e roccia.
PORDENONE 8 maggio 2008
W.O. Eligio GRIZZO
ORGANISATION NATIONS UNITED

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Gamannossi
L’area vasta Firenze - Prato - Pistoia

La prospettiva di visione strategica di area vasta della Toscana centrale si gioca in tre territori provinciali che sono quello fiorentino, pratese e pistoiese. Si vuole immaginare la città metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia, che rispecchi un media città metropolitana europea e che si muova su precisi binari di natura strategico - politica. Binari che puntino ad una maggiore valorizzazione coordinata della produzione della qualità, la sperimentazione e la collocazione di nuovi poli tecnologici e dell’alta formazione. Quindi una città che si muove e si disegna insieme e che è inserita in un contesto diviso in tre livelli di governance,:

  • l’unione dei comuni fiorentini, composta da 11 comuni
  • la programmazione territoriale nell’area vasta, per far crescere un novo modello di città che faccia emergere la necessità di programmare insieme (tavolo di coordinamento tecnico-politico), formazione e resa grafica di una carte delle strategie comuni
  • il fare della regione Toscana una unica grande città metropolitana guardando al futuro con un disegno sempre più comune.

Questo disegno interseca molti elementi e settori delle tre province, per esempio le politiche turistiche o i trasporti o le intermodalità di trasporto. Altro obiettivo di natura istituzionale, politica e culturale è quello della valorizzazione e dell’estensione della perequazione territoriale, che è una modalità già sperimentata in alcune regioni italiane, per ribilanciare e modificare le conseguenze di un determinato elemento nell’area vasta.

Marco Gamannossi Assessore alla Pianificazione, Programmazione territoriale, Parchi e Aree protette - Provincia di Firenze Vedi atti

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