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Programma Congressuale

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  da 15:00 a 17:30

Non sprecare la crisi. Gli interessi in presa diretta [ C.01 ]

Il tema della crisi è avvolto da un velo tanto trasparente quanto fortissimo: come raccontarla?

Esso riguarda la politica,le istituzioni, le imprese, le associazioni, gli ambiti della formazione e naturalmente i media. A ricasco riguarda cittadini, operatori, consulenti.

Vivere dentro una “bolla” (una condizione oscura che ci avvolge nel tempo) per alcuni è vincolo, per altri alibi, per altri ancora opportunità. Ciò spiega già che la crisi non è a senso unico. Rappresentarla vuol dire varie cose difficili: spiegarla (immenso tema), riconoscerla (immensa capacità), individuarne la curva di percorso, non solo in ordine agli indici “semplici” (PIL) ma anche in ordine agli indici “complessi” (trasformazioni strutturali, riforme necessarie, in una parola governance). Governo, opposizioni e voci terze non sempre trovano – sui media e nel rapporto diretto con i cittadini  - il giusto punto di equilibrio per dire,spiegare, sollecitare, accompagnare, responsabilizzare.

A questo tema è dedicato nel 2010 o spazio di “interviste in pubblico” che da tre anni rappresenta a ForumPA un’area che cerca argomenti di interesse per gli operatori non rappresentando l’interesse di parti.

Programma dei lavori

Intervista

Rolando
Introduzione al convegno “Non sprecare la crisi. Gli interessi in presa diretta” e intervista.

“La crisi non è un processo che si contempla ma un processo che si vive e a volte lo si subisce. A volte se ne è punti, ma a volte offre lezioni di merito per modificare, cambiare, riorganizzare.” Lo spazio di interviste a scena aperta affronta il tema della crisi per come è percepito, letto, raccontato dal quadro relazionale di relazioni pubbliche, private, organizzative e operative al fine di attivare un’azione volta non alla contemplazione del processo di crisi, ma alla sua gestione e al suo superamento. Stefano Rolando introduce il tema e gli ospiti del convegno-intervista: Marina Salomon, imprenditrice e Gianluigi Angelantoni, amministratore delegato della Angelantoni.

Stefano Rolando Professore di Teoria e tecniche della comunicazione pubblica - Università IULM - Milano Biografia Vedi atti

Nato a Milano nel 1948, Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Milano e specializzato in Pianificazione e analisi strategica alla Scuola di Direzione Aziendale della Bocconi. Con specializzazione Ceses anche in Economia e politica internazionale.

Professore universitario (raggruppamento di Economia e gestione dell’impresa), dal 2001 di ruolo alla Università IULM di Milano, nel cui ambito è pro-rettore per i rapporti istituzionali e dirige la Fondazione (ricerca applicata e formazione continua con soci i maggiori soggetti istituzionali e associativi del territorio), con alle spalle una articolata carriera di manager nelle istituzioni (Presidenza del Consiglio dei Ministri e sistema regionale) e nelle imprese (Rai, Olivetti e Istituto Luce).
Giornalista (iscritto all’Ordine dal 1970), scrittore e saggista (con vasta saggistica professionale dedicata ad economia della conoscenza, comunicazione, media, branding e un recente sviluppo di scrittura sui temi dell’identità e della memoria).
E’ tra i riconosciuti esperti in Europa di comunicazione pubblica e di pubblica utilità e di branding pubblico.
E’ rappresentante italiano nel comitato scientifico dell’Unesco (per la programmazione culturale e scientifica nell’area dell’Europa continentale e del Mediterraneo) con presidio del settore “comunicazione”.
Ha attivato studi e ricerche in materia di identità nazionale e identità europea. E’ membro del Consiglio Superiore delle Comunicazioni.Dirige l’Osservatorio ITRO sulle relazioni Italia-Romania (presso Fondazione IULM in collaborazione con i Ministeri degli Esteri dei due paesi e l’associazione degli imprenditori italiani in Romania). Vive e lavora tra Milano e Roma.

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Salamon
Non sprecare la crisi: intervista all’imprenditrice Marina Salomon

Gli effetti della crisi non sono ancora terminati: l’impatto complessivo sulla disoccupazione sarà ancora più elevato nel corso di tutto il 2010  e nel 2011. L’Italia si presenta infatti, un paese più debole rispetto ad altri stati del Mediterraneo e a quelli nordeuropei, per la mancanza di un capitale sociale -una fiducia complessiva nel sistema e un etica diffusa- che è ben diverso dal capitale monetario –PIL-. L’innovazione in questo contesto è di fondamentale importanza, una innovazione che deve essere concepita come la capacità di creare un valore aggiunto, di porsi come soggetti in grado di offrire prodotti o servizi che non appartengano a un mercato di sbocco, ma che siano protagonisti del mercato, grazie anche alla cura dell’immagine e del brand. L’Italia inoltre, si presenta come il paese del capitalismo famigliare, dove l’azienda diviene luogo per “far fare carriera ai parenti” spesso senza cura del passaggio di timone da una generazione all’altra, incidendo sulla salute dell’azienda stessa e ostacolando la crescita di risorse valide. Disoccupazione giovanile, atteggiamento manageriale produttivo, riforma del sistema di lavoro, sono tutti argomenti trattati da Marina Salomon nella sua intervista.

Angelantoni
Non sprecare la crisi: intervista all’imprenditore Gianluigi Angelantoni

Di fronte ad una crisi economica che ancora non ha terminato il suo corso, ma che anzi ancora non ha mostrato l’effetto peggiore dal punto di vista occupazionale, il nostro Paese è stato capace, a differenza di altri, quali USA, Spagna e Grecia, di arginare il danno alle famiglie, tanto da conservare la propensione al risparmio. In questo contesto,  la ricetta dell’innovazione e della ricerca rimangono degli obiettivi necessari da perseguire per poter dare un valore aggiunto ai prodotti e ai servizi: la relazione tra sistema e ricerca si presenta di fondamentale importanza. Non meno importante è la necessità di operare un cambiamento culturale: maggiore spazio ai giovani per la loro capacità di vedere al futuro, un necessario ritorno alla legalità con una azione che sia volta ad arginare l’infiltrazione della mafia nei contesti a circolazione di capitale, un sistema di riforme che possano offrire una PA più snella e veloce, più reattiva alle necessità dell’impresa, e una maggiore attenzione delle imprese a curare l’aspetto dell’efficienza. La crisi infatti si è presentata anche come  l’occasione necessaria e forzata di ricostruire e riorganizzare sistemi imprenditoriali interni non propriamente efficienti.

Gianluigi Angelantoni Amministratore Delegato - Angelantoni Industrie Vedi atti
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