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Programma Congressuale

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  da 15:00 a 18:00

Fare ambiente: la PA si tinge di verde [ EA.02 ]

Come rendere ecologiche e sostenibili le azioni della pubblica amministrazione e come trasformare le nostre città in comunità sostenibile? Quali sono i vantaggi? Cosa sta accadendo in Europa? Ne parlano il direttore generale del Ministero dell’Ambiente Corrado Clini, il presidente di FormezPA Carlo Flamment insieme ai sindaci dei comuni più sostenibili d’Italia come Sluderno (BZ) e Settimo Torinese (TO) in un confronto aperto con i sindaci delle Green Capital europee di Muenster e con rappresentanti della Commissione europea.

Il convegno sarà l’occasione per lanciare la giornata di formazione gratuita, organizzata da FormezPA il 19 maggio dal titolo “Politiche locali in salsa verde. Sostenibilità biodiversità comunicazione: istruzioni per l’uso”.
Le attività didattiche verteranno su:

  • Efficientamento energetico
  • Come progettare azioni di conservazione di lungo periodo per tutelare la biodiversità
  • La tracciabilità dei rifiuti
  • Come scrivere un piano di comunicazione

I partecipanti al corso riceveranno un attestato di partecipazione materiale didattico inedito.

Programma dei lavori

Come rendere sostenibili le nostre città

Mignella Calvosa
La sostenibilità è anche cultura.

La sostenibilità in Italia al contrario degli altri paesi europei e molto più praticata nei piccoli comuni che nei grandi. C’è una situazione molto differenziata a livello territoriale fra piccole realtà e grandi città. Le aree metropolitane non hanno ancora la cultura della sostenibilità; le buone pratiche in termini di sostenibilità messe in atto dai piccoli comuni devono essere allargate alle grandi città, dove i problemi sono legati alla partecipazione dei cittadini, occorre quindi educare alla cultura della sostenibilità.

Fiammetta Mignella Calvosa Università Lumsa di Roma Vedi atti

Intervengono

De Giorgi
La PA e la sostenibilità ambientale

Parlare di sostenibilità ambientale significa riuscire a conciliare almeno 4 fattori di sviluppo:

  • crescita economica
  • rispetto e  valorizzazione della natura
  • equità sociale
  • vivibilità delle città.

I modelli di sviluppo sostenibile devono riguardare soprattutto le politiche di pianificazione territoriale. Parlando di città sostenibili bisogna partire da due dati di fatto importanti: il primo è che la città è un elemento indispensabile della società contemporanea, ma di contro le stesse città  hanno contribuito a creare il forte impatto sull’ambiente. È necessario quindi riportare con forme di autoregolazione la sostenibilità all’interno della vita urbana. Occorre per questo richiamarsi ai pilastri dell’accordo di Bristol del 2005, le politiche del governo delle regioni delle province e degli enti locali devono incentivare le politiche di mobilità sostenibile, per ridurre le emissioni di CO2, favorire l’espansione del verde urbano, promuovere l’energia rinnovabile, incentivare le scelte di politica industriale e infine favorire tutto il processo dello smaltimento dei rifiuti che deve andare ad agevolare il processo delle 3 R: riuso, riutilizzo e recupero dei materiali.

La PA può declinare la sostenibilità ambientale su due versanti, uno interno ed uno esterno: su quello interno la stessa pa deve diventare esempio di sostenibilità, sul versante esterno invece, deve farsi portatrice di sostenibilità verso la comunità e il territorio esterno, che opera attraverso reti e accordi di programma quadro. Occorre però operare anche a livello micro favorendo modelli di cultura e comportamenti, insegnando anche educazione ambientale nelle scuole.

Marco De Giorgi Segretario Generale - Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare Biografia Vedi atti

45 anni, di origini pugliesi, dal 2004 è Consigliere di ruolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Attualmente è Direttore generale dell’Ufficio per la valutazione della performance del Dipartimento della funzione pubblica. Dal 2008 al 2012 è stato incaricato, con decreto del Presidente della Repubblica, di svolgere le funzioni di Segretario Generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Sul piano della formazione, dopo essersi laureatosi con lode in Giurisprudenza, indirizzo giuridico-economico, presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca, sempre con lode, in Organizzazione e Funzionamento della Pubblica. Amministrazione presso l’Università La Sapienza di Roma con il coordinamento del prof. Sabino Cassese. E' autore di vari articoli di Diritto pubblico e Organizzazione amministrativa su riviste giuridiche specializzate e svolge attività accademica e di ricerca in materia di Diritto amministrativo presso le Facoltà di Giurisprudenza delle università LUISS e LUMSA di Roma (corso di Innovazione delle organizzazioni amministrative).

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Villani
Il FormezPA e le politiche di Green Economy

Il FormezPA si propone come strumento delle amministrazioni ponendosi l’obiettivo di servire le politiche di sviluppo all’intero della PA. L’energia alternativa è veramente una grande opportunità, occorre un dialogo costruttivo fra PA centrale e enti locali, c’è bisogno di attuare una leale collaborazione concreta. Il FormezPA si propone proprio come culla di questa collaborazione perché riesce a mettere insieme tutte le realtà. Le politiche di adozione della green economy devono essere prima di tutto recepite appieno dalle amministrazione e poi occorre che le stesse amministrazioni portino ad una rivoluzione culturale che appare obbligatoria per far risultare vincente qualunque riforma che le veda protagoniste.

Marco Villani Direttore Generale - Formez PA Biografia Vedi atti

Consigliere della Corte dei Conti di Roma, già Direttore del Formez; consulente giuridico della Commissione parlamentare per le questioni regionali. Attivo in iniziative istituzionali di contrasto alla corruzione. Consulente giuridico e diplomatico della Presidenza della delegazione parlamentare presso l’Ocse

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Strambaci Scarcia
La nuova Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l'Energia

Il problema della governance è da affrontare soprattutto in materia ambientale, poiché esistono diverse posizioni e per questo ci deve essere un’ottima informazioni a tutti i livelli. I problemi di carattere ambientale sono pervasivi ed invasivi nella vita pubblica, per questo le PA devono farsi portatrici d’innovazione in questo ambito.

La nuova direzione generale nasce per racchiudere tutte le problematiche che prima erano disseminate fra i vari dipartimenti. L’intento della nuova direzione è abbastanza impegnativo per cercare di fondere diverse visioni politiche in una unica e centrale, che abbia un unico punto di riferimento. Le modalità utilizzate in questi anni sono state molto eterogenee quindi si cerca di unificare ed ottimizzare. Dobbiamo pensare all’ambiente non come qualcosa di negativo ma come un’opportunità di crescita ed incremento, per questo le amministrazioni a tutti i livelli devono avere una linea politica chiara ed efficace.

Il concetto di sostenibilità ingloba più concetti quindi occorrono una serie di politiche diverse che impattano sia sulla città sia sulla regione sia sull’intera nazione, occorrono altresì gli strumenti e i processi specifici a medio e lungo periodo. Bisogna dare la definizione di Comunità Sostenibile e sviluppare un modello nazionale concreto.

Antonio Strambaci Scarcia Dirigente presso la Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l'Energia - Ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare Vedi atti

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Siniscalchi
FormezPA e Ministero dell’Ambiente: la genesi dell’iniziativa “verde”

In questo intervento viene spiegata la nascita dell’iniziativa promossa dal FormezPA e dal Ministero dell’Ambiente per cercare di supportare le amministrazioni pubbliche per l’adozione di nuovi strumenti di governance ambientale.

Il FormezPA lo ha fatto e lo fa in 3 modi:

  • con la formazione
  • con la diffusione della cultura della sostenibilità
  • mettendo l’ambiente al centro di tutte le politiche pubbliche in una logica trasversale

Le iniziative portate avanti riguardano il recepimento del Protocollo di Kyoto da parte delle amministrazioni, la diffusione della sostenibilità ambientale con attività di formazione, le attività che riguardano il sostegno ai paesi dell’area mediterranea nell’uso delle risorse naturali e infine le attività sul tema della biodiversità.

L’obiettivo è di creare efficienza energetica nelle aree naturali protette e nelle isole minori, la fase operativa si può dividere in quattro fasi. La prima è la definizione di cosa sia una comunità sostenibile, la seconda è quella di progettazione dello studio di fattibilità, la terza è la programmazione di interventi specifici e la quarta, ma trasversale alle altre tre, è l’azione di diffusione e sensibilizzazione.

I risultati attesi sono la creazione di strumenti di  misurazione del grado di sostenibilità ambientale, la costruzione e il miglioramento degli impianti di energia rinnovabile e lo sviluppo socio economico dei territori-obiettivo nonché il rafforzamento della partecipazione a livello locale e interregionale.

Arturo Siniscalchi Formez PA Biografia Vedi atti
Arturo Siniscalchi laureato in economia e commercio presso l'Università La Sapienza di Roma. Dottore commercialista e revisore dei conti. Dopo significative esperienze presso le più importanti società di consulenza internazionali, dal 2004 è dirigente di Formez PA, ente in house del Dipartimento della Funzione Pubblica. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore dell'Area Politiche Settoriali. Esperto di management pubblico ha pubblicato diversi volumi sul tema della governance. È stato Direttore Generale commissario liquidatore di Euform.it SpA, società operante nel settore multimediale della PA.

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Beremliysky
Come rendere le nostre città sostenibili? La UE ci aiuta

La risposta a questo quesito è semplice da trovare: bisogna applicare meglio e più accuratamente la legislazione comunitaria esistente, ci si deve avvalere di tutti i programmi e le iniziative comunitarie messe a disposizione a livello finanziario. Bisogna sostenere e incoraggiare la gestione urbana integrata e sviluppare una piattaforma integrata e di rete fra gli stakeholder.

L’ambiente deve essere considerato come un elemento di base per il benessere dei cittadini.

Le autorità locali rivestono per questo motivo un ruolo importantissimo e attraverso le politiche di sussidiarietà e solidarietà, che sono i due principi su cui si basa la strategia ambientale europea, devono farsi carico dell’attuazione di iniziate in questa direzione.

La strategia generale nell’ambito della sostenibilità urbana ambientale è quella adottata nel 2006 e denominata “strategia tematica per l’ambiente urbano” che comprende una serie di misure ed obiettivi che hanno una forte sinergia con altre politiche europee per le politiche per il clima ed i trasporti ecc…

Gli strumenti, contenuti in gran parte nei fondi strutturali e di coesione, per attuare questa strategia sono:

  • i finanziamenti europei
  • l’assistenza tecnica
  • le piattaforme di scambio sulle esperienze e le best practice

Vengono infine enunciate e spiegate nell’intervento, tutte le opportunità, le azioni e le campagne che la UE mette in campo per aiutare gli stati e soprattutto gli enti locali nelle politiche ambientali.

Anguel Beremliysky Addetto stampa; Rappresentanza in Italia - della Commissione Europea Vedi atti
Morini
L’ANCI e le buone pratiche verdi

I comuni italiani hanno diversi problemi sia per quanto riguarda gli investimenti sia per quanto concerne le spese correnti, questo inevitabilmente porta a difficoltà economiche e finanziarie. L’ANCI, per cercare di ovviare a queste problematiche, ha stipulato una serie di accordi con le Acri Nazionali, dove l’associazione si impegna a diffondere le buon pratiche in questa direzione e le Acri a finanziare i comuni per investire nei piani energetici.

Di 8100 comuni italiani circa 5500 son piccoli comuni, rispetto al 2005 in cui solo 300 comuni avevano investito su impianti di energia rinnovabile nel 2010 il numero sale a 6933, i comuni devono dare l’esempio di buon comportamento ai loro cittadini.

Vengono illustrati una serie di esempi sulla possibilità di utilizzare le risorse presenti sui territori comunali per produrre energia: come la possibilità di produrre energia con  la biomassa, in questo modo si avrebbe un risparmio del 20-30% .

L’ANCI sta seguendo la stipula di protocolli con tutti i sindacati di produzione di energia verde e sta redigendo delle linee guida nazionali per far conoscere a tutti i comuni italiani le buone pratiche. Quello che preme di più è collaborare, comunicare e diffondere le riforme sulle tematiche ambientali partendo dall’assunto che più si investe più si guadagna.

Marzio Flavio Morini Sindaco di Scansano - Delegato Ambiente ANCI Vedi atti
Corgiat
Settimo Torinese una la comunità sostenibile

La città di Settimo Torinese è stata l’unica italiana ad essere citata nello studio “Comunità Sostenibile ” come esempio di città sostenibile.

Nei termini comunità e sostenibilità c’è la chiave del tema dell’azione sostenibile, la comunità sostenibile neccessita di lunghe proiezioni nel tempo. Quando si parla di trasformazione urbana e comunità sostenibile abbiamo come riferimento temi importanti come quelli dell’acqua, dei rifiuti, delle energie e dei comportamenti per i quali la PA deve dare il buon esempio. La sfida sta nel far fondere il tema dello sviluppo industriale ed economico con quello ambientale, si deve tendere a creare l’industria del futuro, bisogna andare verso un’industrializzazione sostenibile, innescare i temi della ricerca, della conoscenza e dello sviluppo scientifico. Il sistema ambientale di riferimento è quello della città di Settimo Torinese dove si è riorganizzata l’aria industriale e si è attuato un piano di rigenerazione delle aree attraverso riassetti territoriali.

Si ha bisogno però di fare rete: di mettere assieme più realtà, di avere regole diverse rispetto a quelle attuali, e di focalizzare. Queste iniziative devono avere la capacità di attrarre investitori anche all’estero e abbiamo bisogno che enti pubblici e ministeri aiutino gli enti locali per innescare questi processi.

Aldo Corgiat Sindaco - di Settimo Torinese Vedi atti
Del Bosco
L’UNCEM e la comunità sostenibile

La nomenclatura comunità sostenibile deriva dai documenti europei ma in Italia è recepita solo in riferimento alle aree naturali protette e quelle delle isole minori, anche se in realtà dovrebbe essere applicata ovunque. L’UNCEM ritiene che sulla prospettiva della sostenibilità possa incardinarsi una nuova politica ambientale e un nuovo corso delle politiche istituzionali del paese. C’è la fine delle politiche distributive e della finanza derivata e quindi il potenziale inizio di un nuovo tipo di istituzione proprio in funzione di questi servizi ambientali che è quello di assegnare un ruolo produttivo alle amministrazioni che governano i territori.

Si ritiene che nell’ambito delle politiche ambientali un ruolo prevalente debba essere assegnato a quelle aree considerate marginali, ma che producono le risorse necessarie ad alimentare le politiche della sostenibilità (risorse idriche, energetiche ecc...). La comunità sostenibile è quella che si dà obiettivi negoziati con i territori che gli stanno intorno rispettando i ruoli e le specificità. È necessario un nuovo rapporto fra le aree, perché questo accada occorre che la governance e le competenza delle risorse vengano decentrate.

C’è bisogno dello schema delle comunità sostenibile che il Formez sta stilando, ma anche di protocolli per gli amministratori locali.

Tommaso Del Bosco Segretario Generale - UNCEM Biografia Vedi atti

Tommaso Dal Bosco, 50 anni, è responsabile del Dipartimento patrimonio, urbanistica, infrastrutture e politiche per la casa di ANCI. Ha una formazione giuridica ed esperienze professionali di stampo manageriale nel campo dei servizi e della pubblica amministrazione.

Inizia nel campo della comunicazione e del marketing con i più importanti operatori a livello internazionale, alla fine degli anni ‘90 organizza ed è direttore marketing del Comitato Italiano per il 2002 -  Anno Internazionale delle Montagne. Dal 2007 è stato Direttore Generale di UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani interessandosi dei problemi dello sviluppo locale con focus prevalentemente su energia, ambiente e politiche istituzionali. Dal 2010 con l’ingresso di UNCEM in ANCI ha allargato la sfera di interesse ai problemi dello sviluppo urbano con particolare riferimento al tema della riqualificazione e valorizzazione del patrimonio pubblico.

Ha fatto parte di numerose commissioni tecniche presso il Cnel - Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, la Conferenza Unificata Stato Regioni e Autonomie Locali, i Ministeri dell’Ambiente, dell’Agricoltura, delle Attività Produttive. È membro designato dall’ANCI all’interno della Cabina di Regia istituita dal Ministero delle Infrastrutture per la realizzazione del Piano Nazionale per le Città.

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Wegmann
Erwin Wegmann Sindaco - di Sluderno
Bruns
Muster un ottimo esempio di sostenibilità ambientale

Munster è un cittadina nel cuore della Germania che in termini di sostenibilità ha raggiunto un profilo molto molto elevato.

La pianificazione strategica ambientale è lo strumento che contribuisce a raggiungere i target stabiliti dalla local agenda 21. A partire dagli inizi degli anni ‘90 Muster ha lavorato in questa direzione ottenendo ottimi risultati, la città ha infatti già ricevuto molti premi per le sue azioni.

Due sono gli esempi virtuosi riportati nell’intervento, il primo riguarda il premio europeo per l’energia, un sistema sviluppato per i comuni in Svizzera che mira al miglioramento della qualità della produzione energetica e del suo utilizzo. La città  è stata insignita di questo premio nel 2005 e riconfermata nel 2009. Nel 2009 Muster è arrivata terza anche al premio europeo città verde dopo Stoccolma e Amburgo. I fattori che la rendono un esempio straordinario di convivenza fra vita cittadina e verde sono principalmente tre. Il primo è il quadro normativo per gli spazi verdi che fu redatto la prima volta nel 1966, ed è stato continuamente aggiornato fino ad oggi. Il piano è la base per tutte le normative amministrative in ambito ambientale. Viene in questo modo garantita la preservazione delle qualità ambientale ed ecologica della città, il quadro normativo garantisce tre anelli di spazi verdi intorno alla città dal centro verso l’esterno, ed è uno straordinario strumento di pianificazione.

Il concetto di tutela del clima è il secondo elemento importante nella politica ambientali di Muster, la bicicletta è il mezzo di trasporto più usato. Il ciclismo viene promosso in molti modi, è stato costruito proprio qui il primo parcheggio sotterraneo di biciclette e ci sono collegamenti ciclabili dalle periferie fino al centro delle città.

Lo smaltimento dei rifiuti è il terzo elemento chiave nella strategia di pianificazione ambientale, il sistema di smaltimento dei rifiuti è molto progredito: tutti i rifiuti organici vengono fermentati e i gas sono utilizzati per la produzione di energia termo-elettrica, mentre i rifiuti non organici vengono separati tramite un separatore di metalli e un differenziatore ottico automatico.

Muster è davvero una città con un’elevata qualità della vita e questo fattore attrae persone, soprattutto giovani famiglie e il giusto tipo di aziende, che contribuiranno ulteriormente al successo della città.

Heiner Bruns Città di Münster, finalista al Green Capital Award 2010 Vedi atti
Frattale Mascioli
Il Pomos: Ventotene un’isola ad impatto zero

Il Pomos è il polo per mobilità sostenibile, un centro di ricerca nato con il finanziamento della regione Lazio in collaborazione con il dipartimento InfoCom, della Facoltà d’Ingegneria dell’ Università la Sapienza di Roma.

Lo scopo principale del centro è la ricerca perché solo con essa si riescono a dare risposte concrete, il centro pone molta attenzione nell’attrarre giovani ricercatori e nell’allacciare rapporti con il mondo industriale, infatti molti contatti con le aziende sono poi diventati accordi quadro.

“Ventotene ad emissioni zero” è uno dei progetti territoriali che il centro sta portando avanti, ovviamente l’isola è un format dove studiare per replicare altrove l’esperienza. Delicatezza e rispetto sono due termini da tenere presenti quando ci si approccia ad un territorio. Il progetto si compone di due fasi sperimentali: la prima prevedeva di portare sull’isola la flottiglia dei veicoli a impatto zero come base permanente, mentre gli altri verranno portati di volta in volta per la sperimentazione. La seconda è la costruzione delle infrastrutture che riguardano il sistema di mobilità, sono state costruite quindi le stazioni di ricarica e in seguito adeguate ai sistemi energetici dell’isola. È stata pensata anche tutta la parte telematica che serve al monitoraggio della flotta, per questo è stata dotata tutta l’isola della rete WiFi. Altri  aspetti curati con attenzione sono stati la formazione, far conoscere e capire il perché sia stata dotata l’isola di queste strutture e come devono queste debbano venire utilizzate. La formazione e stata curata insieme ai partener che si sono impegnati a formare nuove giovani maestranze per la manutenzione di questi veicoli ibridi, la manutenzione degli impianti è infatti un altro aspetto molto curato per riparare direttamente i veicoli ad impatto zero sull’isola ed evitare che le riparazioni vengano fatte in altri luoghi.

Fabio Massimo Frattale Mascioli Responsabile POMOS (Polo Mobilità Sostenibile) - Dipartimento DIET Sapienza Biografia Vedi atti

Docente Ordinario di Elettrotecnica, svolge attività didattica in Teoria dei Circuiti ed Elettrotecnica presso il Dipartimento DIET di Sapienza e la Sede distaccata di Latina. E’ Responsabile del POMOS, Polo per la Mobilità Sostenibile della Regione Lazio, che sviluppa sistemi e dispositivi per la mobilità a Emissioni Zero con la collaborazione di giovani Ricercatori. Consulente Scientifico di RAI Educational, è memro del Comitato scientifico dell’Associazione “Conoscere” di Latina, Responsabile di numerosi progetti, contratti e convenzioni con Aziende ed Enti. Membro del Centro di Eccellenza Logistica e Trasporti (CTL). Ha collaborato con l’Università Campus Biomedico, Facoltà di Ingegneria e con il Centro ELIS in attività didattiche e scientifiche. E’ Autore o co-autore di oltre cento lavori scientifici dedicati a sistemi di TLC, apparati elettrici e di produzione di energia, monitoraggio ambientale, dati biomedici, controllo vibrazioni, riconoscimento biometrico, infomobilità, sistemi di trazione elettrica e ibrida, sistemi integrati di mobilità sostenibile.

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